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lunedì 7 luglio 2014

IL CALCIO PIANGE LA SAETA RUBIA: E’ MORTO ALFREDO DI STEFANO

Il Real Madrid e tutto il mondo del calcio sono in lutto: è morto Alfredo Di Stefano. L'ex campione delle "merengues", presidente onorario del club, aveva 88 anni. Era ricoverato presso l'ospedale General Universitario Gregorio Maranon di Madrid dove versava in gravissime condizioni: aveva avuto un arresto cardiaco di 18 minuti lo scorso sabato pomeriggio e successivamente era stato sottoposto a "sedazione, intubazione e ventilazione meccanica".
Il Real Madrid lo saluta come "il campione più grande della storia del club", ma è tutto il calcio a rendere omaggio ad uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi (secondo alcuni anche più grande di Pelè e Maradona). Vincitore di due Palloni d'Oro, otto campionati, cinque Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale ed una Coppa di Spagna da giocatore con la maglia del Real, Di Stefano è stato la storia del club "blanco".

Ci lascia uno dei più grandi giocatori che il calcio mondiale abbia mai conosciuto: Alfredo Stefano Di Stéfano Laulhé (questo era il suo nome completo), nasce in Argentina a Buenos Aires (nel barrio della Barracas) il 4 luglio 1926, ma successivamente acquisisce la nazionalità spagnola.
Soprannominato La Saeta Rubia, a soli 15 anni entra a far parte della rosa del River Plate dove nel '48 debutta in Coppa Libertadores. L'anno successivo va a giocare in Colombia, al Millonarios, mettendo in mostra le sue doti realizzative: con 157 gol in 182 partite porta il suo club a vincere ben tre campionati in quattro stagioni.

Nel 1953 Di Stefano passa al Real Madrid dove vive il suo periodo migliore: con la maglia delle Merengues vince 8 Liga, 5 Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Palloni d'Oro. In 11 anni al Real Madrid Di Stefano arriva a segnare 332 reti in 337 incontri, con una media di quasi un gol a partita. Saluta la squadra madrilena nel 1964, in occasione della finale di Coppa Campioni contro l'Inter. Chiude poi la carriera a Barcellona, con l'Espanyol dove gioca fino al 1966 (si ritira a 40 anni).
Di Stefano, nel corso della sua carriera, gioca con la maglia sia della nazionale argentina che di quella spagnola, senza mai riuscire a giocare un Mondiale. Dopo essersi ritirato intraprende la carriera d'allenatore: guida l'Elche, il Boca Juniors, il Valencia, lo Sporting Lisbona, il Rayo Vallecano, il Castellon, il River Plate e il Real Madrid. Ottiene successi anche in panchina: 5 titoli nazionali (due Campionati argentini, una Liga spagnola, una Supercoppa di Spagna e uno di Segunda Division) e uno internazionale (la Coppa delle Coppe nel 1979-80 con il Valencia).
Con Ladislao Kubala, Di Stefano è l'unico giocatore al mondo ad aver giocato in tre nazionali diverse: argentina (6 presenze), colombiana (2 presenze), spagnola (31 presenze). Singolarmente però non ha mai partecipato a una fase finale dei Mondiali: nel 1950, è in Colombia, fuori legge; nel 1954, l'Argentina viene eliminata; nel 1958, manca la Spagna; nel 1962, in Cile, Di Stefano è infortunato. Un'assenza compensata dalla vittoria del Pallone d'oro due volte, nel 1957 e nel 1959 e 7 campionati spagnoli. Secondo la Fifa, è stato uno dei 5 più grandi calciatori del Novecento con Pelè, Maradona, Cruyff e Beckenbauer.


2 commenti:

Salvatore ha detto...

Un grandissimo campione, più forte o meno forte di Pelè e Maradona non importa. E' e rimarrà sempre un autentico fuoriclasse che ha fatto la storia del calcio.

Stefano ha detto...

Impossibile fare un raffronto con Pelé o Maradona. Stiamo parlando di epoche e contesti diversi. Diciamo che in quel Real Madrid degli anni 60 lui era un fuoriclasse.

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