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lunedì 12 maggio 2014

GRAZIE DI TUTTO CAPITANO !!!

Ho sempre amato Zanetti. Chi mi segue assiduamente sa quanto io straveda per il Capitano. E’ sempre stato uno dei miei giocatori preferiti, fin dalle prime stagioni in nerazzurro.
Sabato sera mentre in televisione scorrevano le immagini della festa d’addio di Zanetti mi è venuto in mente quel 1995 (come e perché arrivò l’avranno raccontato tutti, quindi ve lo evito, tanto lo sapete meglio di me come andarono le cose). Avevo 16 anni. Ero praticamente un ragazzino. Javier ha attraversato una fetta consistente ed importante dei miei anni. Anche dal punto di vista nerazzurro. Sono 25 anni che seguo l’Inter, negli ultimi 19 lui c’era.
E ora che il Capitano si ritira mi sento un po’ più solo. E’ come se un amico con cui sei cresciuto e con cui hai condiviso tutti i momenti più belli e più brutti della tua vita un bel giorno partisse per andare lontano. E tu sai già che ti mancherà.

Sì, Zanetti mi mancherà. Anzi, ci mancherà. Perché 20 anni sono tanti e, volente o nolente, il nostro Capitano ha attraversato una fetta consistente della vita di tutti noi tifosi nerazzurri.
Ne parlavamo anche oggi con mio cugino. Lui ha 24 anni, un’Inter senza Zanetti non l’ha mai vista. E questo vale per tutti i ragazzi che hanno più o meno la sua età. Loro quella maglia nerazzurra con sopra il numero 4 l’hanno vista sempre e solo sulle spalle del Capitano.

Già, la maglia numero 4. Fu il regalo che mi feci per la vittoria del Triplete. E’ alquanto curioso il fatto che io fan accanito di Zanetti non avessi la sua maglietta. Strano ma vero, dalle mie parti trovare una maglietta di Zanetti non era mica facile fino a 7-8 anni fa. Ricordo che una volta mi lamentai della cosa anche con un mio amico e lui mi rispose “E che te ne devi fare della maglietta di Zanetti? Tanto ormai è vecchio, fra uno-due anni smette”. E invece sono passati quasi dieci anni.
Sempre lo stesso amico sosteneva che Zanetti portasse sfiga e finché non l’avessimo venduto o non si fosse ritirato non saremmo riusciti a vincere un trofeo. Tanto che quando nel 2005 vincemmo la prima Coppa Italia mi fece notare che “sì abbiamo vinto, ma il trofeo l’ha sollevato Capitan Cordoba” (non ricordo perché Zanetti non c’era, forse era squalificato o aveva impegni con la Nazionale). Invece poi Capitan Zanetti di trofei ne alzò un bel po’. Fino a diventare un idolo di tutti i tifosi nerazzurri.
Non si diventa idoli per caso. Lui lo è diventato giorno dopo giorno in questi 20 anni. E non poteva andare diversamente per uno che negli anni più bui della storia nerazzurra rifiutò il Real Madrid (no dico, il Real Madrid, l’obiettivo di moltissimi campioni che andrebbero a piedi fino in Spagna per poter indossare la maglia delle merengue) perché si sentiva nerazzurro dentro.
Grande campione e grande uomo. Mai una parola fuori posto, mai una critica verso un compagno o un allenatore, mai un gesto anti sportivo, mai fuori dalle righe (vabbè, tranne quella volta con Hodgson ma è un peccato veniale che non consideriamo nemmeno). E ovviamente professionista serio. Tanto che, come raccontò la moglie, andò a correre anche il giorno del suo matrimonio.
Purtroppo anche Zanetti è umano (sebbene il suo fisico dica il contrario) e come tale a quasi 41 anni è normale che ci sia l’esigenza di farsi da parte. Scelta più che giusta, come dicevo anche ieri sera. Giusto farsi da parte. Per lui c’è un nuovo ruolo (si parla di un posto da vice-presidente) e di una nuova vita nell’Inter. Nella sua Inter, quella che per amore non lasciò nemmeno davanti alle sirene del Real Madrid. Quella che “ho cercato sempre di onorare e difendere in qualsiasi paese del mondo. Ho imparato insieme a voi, per il vostro amore e il vostro affetto ad amarla e l'amerò per sempre”. GRAZIE DI TUTTO CAPITANO !!!


2 commenti:

Brother ha detto...

Assolutamente d'accordo. Ha attraversato un tratto consistente ed importante della nostra storia nerazzurra. Lui c'era nel periodo più nero e c'era anche nel periodo più azzurro. Grazie Capitano.

Winnie ha detto...

Si fa veramente fatica a immaginare un'Inter senza Zanetti.
Io sono tra quelli che si è ricreduto sul Capitano solo nell'ultimo decennio. Anche io ero del parere che l'argentino non fosse poi così indispensabile e che cederlo sarebbe stato il minore dei mali. E invece sbagliavo. Chiedo venia ;-)

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