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mercoledì 26 giugno 2013

PAULINHO, IL BRASILE E' IN FINALE (ed è rimpianto Uruguay)

CONFEDERATIONS CUP 2013 – Semifinale
BRASILE-URUGUAY 2-1
41' Fred - 48' Cavani - 86' Paulinho
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Dani Alves, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo; Paulinho, Luiz Gustavo; Hulk (19' st Bernard), Neymar (45' st Dante), Oscar (27' st Hernanes); Fred.
A disp.: Cavalieri, Jefferson, Jo, Lucas, Fernando, Filipe Luis, Rever, Jadson, Jean.
Ct: Scolari.
URUGUAY (4-3-3): Muslera; Maxi Pereira, Lugano, Godin, Caceres; Gonzalez (38' st Gargano), Arevalo Rios, Rodriguez; Cavani, Suarez, Forlan.
A disp.: Castillo, Silva, Coates, Aguirregaray, Lodeiro, Perez, Eguren, Alvaro Pereira, Ramirez, Hernandez.
Ct: Tabarez.
Arbitro: Osses (Cile)
Il Brasile è la prima finalista della Confederations Cup 2013, dopo aver battuto per 2-1 l'Uruguay nella semifinale di Belo Horizonte. Per i verdeoro, decisivi Julio Cesar (che para un rigore a Forlan sullo 0-0), Fred e Paulinho.
La sfida tra la Selecao e la Celeste oltre che per l'importanza della posta in palio, si caratterizza anche per la loro rivalità storica, soprattutto in ricordo della celeberrima sfida del 16 luglio del 1950, quando nella partita che decise il Mondiale giocato in Brasile, l'Uruguay vinse per 2-1 sui verdeoro in uno stadio Maracanà gremito in ogni ordine di posto, laurendosi campione del Mondo. Da quel giorno, il Maracanazo rappresenta la più grande sconfitta della storia del calcio brasiliano.

A Belo Horizonte, Scolari schiera il Brasile con l'ormai consueto 4-2-3-1, con il centravanti Fred supportato dal terzetto Oscar, Neymar e Hulk. Dall'altra parte, l'Uruguay di Tabarez presenta un 4-3-3, forte del tridente offensivo formato da Cavani, Suarez e Forlan.

E' l'Uruguay a cominciare la gara meglio dei padroni di casa. Dopo appena 13 minuti, un intervento scomposto di David Luiz in area regala il rigore alla nazionale di Tabarez: dal dischetto, però, Forlan tradisce e Julio Cesar conferma la sua fama di para-rigori. Forlan prova a farsi perdonare l'errore dagli undici metri e sfiora il gran gol di sinistro, dall'altra parte è Hulk ad avere una buona occasione, ma in generale il primo tempo è piuttosto bloccato e le emozioni faticano ad arrivare. Finché, al 41esimo si materializza la giocata che sblocca la partita: Paulinho indovina il lancio lungo per Neymar, Muslera esce alla disperata e la carambola favorisce la deviazione volante di Fred: 1-0.
Il vantaggio è un premio troppo generoso per i verdeoro. E infatti dopo appena 3 minuti della ripresa il risultato torna in equilibrio. Un'azione insistita e confusa dell'Uruguay è disinnescata con un po' di sufficienza da Thiago Silva, Cavani si avventa sulla palla vagante e in un attimo fa 1-1 col diagonale di sinistro rasoterra.
La sfida diventa interessante. Il Brasile crea qualche chance, ma niente di straordinario. Più pericoloso, dall'altra parte, l'Uruguay Suarez in tuffo di testa e poi ancora Cavani con un tiro deviato fanno venire i brividi ai tifosi dello stadio Mineirao. Ma come nel primo tempo, il minuto 41 è fatale alla Celeste: corner di Neymar, stacco solitario di Paulinho (dimenticato da Caceres) e brasiliani in visibilio per il 2-1 che vale la finale. Dove aspettare la Spagna o l’Italia.
Il Brasile visto stasera fa meno paura. I verdeoro hanno giocato una partita tutt’altro che entusiasmante e probabilmente ai punti è l’Uruguay che avrebbe meritato di andare in finale. Gli uomini di Tabarez hanno giocato una bella gara e se dopo un quarto d’ora Forlan non si fosse fatto parare il rigore da Julio Cesar probabilmente saremmo qui a raccontare un’altra gara.
Pazienza. Il Brasile va in finale è prenota un'altra Confederations Cup. A Spagna o Italia il compito di guastare i piani verdeoro.

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3 commenti:

Pakos ha detto...

E comunque Neymar é abbastanza indisponente. Si crede una star, cade giù come una foglia secca, fa un sacco di scenate. Sarà un buon giocatore ma a me sta già sulle scatole.

Rudy ha detto...

Diciamo che finora è stato fortunato perché non ha incrociato il Montero o il Materazzi di turno che gli spiegasse un paio di cosette su come si sta in campo.

Entius ha detto...

Credo che per questo tipo di cose il maestro ideale possa essere solo il grande Pasquale Bruno. Queste cose come le spiega bene lui non le spiega nessuno.

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