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sabato 29 giugno 2013

CIAO STEFANO, CAMPIONE SUL CAMPO, EROE NELLA VITA

Stefano Borgonovo ci ha lasciati. L'ex attaccante di Milan, Fiorentina, Como, Pescara e Udinese si è spento questo pomeriggio dopo una lunga lotta contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, malattia che Stefano chiamava "La stronza".

Nato a Giussano il 17 marzo del 1964, Borgonovo, attaccante di razza, fa il suo esordio in serie A il 14 marzo del 1982 con la maglia del Como in un match contro l'Ascoli. Con i lariani resta nei due anni successivi in B, prima di passare nel '84 alla Sambenedettese dove va a segno in 13 occasioni. Nella stagione '85-'86 torna nuovamente al Como, in Serie A, dove realizza 10 reti in 29 presenze meritandosi la chiamata del Milan. I rossoneri lo lasciano al Como per farsi le ossa e nel 1988 lo girano in prestito alla Fiorentina dove esplode al fianco di Roberto Baggio. In viola Stefano forma, insieme al Codino una coppia da 29 gol. Numeri che permettono a Borgonovo di vestire finalmente la maglia del Milan nella stagione in cui i rossoneri vincono la Supercoppa Europea, la Coppa Intercontinentale e la Coppa dei Campioni.

Con il trio degli olandesi titolari inamovibili e con un certo Marco Van Basten come faro della squadra, Stefano riesce comunque a mettersi in mostra in una stagione che chiude con appena 23 presenze nonostante un grave infortunio al ginocchio che ne condizionò l'intera annata. In rossonero Borgonovo segnò sei reti (2 in campionato, due in coppa Italia e due in Coppa Campioni) la prima delle quali all'esordio in campionato contro il Cesena. Nella semifinale di Coppa Campioni contro il Bayern Monaco (dopo l’1-0 casalingo dell’andata) al ritorno segnò ai supplementari la rete in trasferta che, nonostante la sconfitta per 2-1, portò in finale gli uomini di Sacchi.
Nell'estate del 1989 Borgonovo torna nella sua amata Firenze dove l’imprenditore Mario Cecchi Gori, che ha appena acquistato la Fiorentina, annuncia come primo colpo di mercato proprio il ritorno del figliol prodigo. Non c'è più però l'amico Baggio, passato nel frattempo alla Juventus e le sue prestazioni calano drasticamente: in due stagioni segna solo 7 reti tra campionato e coppa Italia in 42 presenze. Nel '92 decide così di trasferirsi al Pescara dove va in rete 9 volte, ma a fine stagione retrocede in B. Nel campionato cadetto a livello realizzativo va anche peggio: 7 presenze, 2 reti. A gennaio torna nella massima serie, a Udine, dove realizza 5 reti in 12 partite, tra cui la sua ultima doppietta in A nella sfida salvezza con la Cremonese. Nel '94 passa a Brescia, prima di rientrare a Udine dove chiude la sua carriera da calciatore restando senza gol per ben due anni.
Tra il 1985 e il 1989 Borgonovo ha poi vestito la maglia della nazionale passando dall'Under21 (3 presenze, un gol), all'U23 (2 convocazioni), fino alla nazionale maggiore (3).
Nel 2000 iniziò da Como la sua carriera da allenatore dei settori giovanili, poi nel 2005 l'addio a tutto quello che era il mondo del pallone.
Il 5 settembre 2008 annuncia di essere stato colpito, come accaduto ad altri calciatori, dalla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e di non essere in grado di parlare se non per mezzo di un sintetizzatore vocale.
Nel 2008 ha dato vita alla Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che sostiene la ricerca per vincere la SLA, di cui egli stesso è stato affetto. Nel corso degli anni la Fondazione ha dato vita ad una serie di iniziative per la raccolta fondi, con partite benefiche organizzate allo stadio Franchi di Firenze e a Milano allo stadio di San Siro. E proprio la Fondazione da lui fortemente voluta resterà rendendo immortale il suo nome e la sua battaglia.

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1 commento:

Mattia ha detto...

Spiace tantissimo, grande calciatore ma soprattutto grandissimo uomo.
La malattia lo ha sconfitto ma hai lottato come un leone fino alla fine. R.I.P.

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