Ci sono partite che valgono tre punti e partite che valgono molto, molto di più. Milan-Inter appartiene inevitabilmente alla seconda categoria. Il derby non è solo una partita, è una sfida che vale molto più dei semplici tre punti. il derby è supremazia cittadina, è orgoglio, è cuori che battono all’unisono. No, il derby non è e non sarà mai una partita qualsiasi. Questa cosa l'avrò scritta mille volte, forse anche qualcuna in più. Ma certe verità non stancano mai.
Stasera va in scena il primo derby cittadino. L’Inter ci arriva con il vento in poppa, con la consapevolezza della propria forza e con la voglia di ribadire chi comanda a Milano.
La squadra di Cristian Chivu guida la classifica con 25 punti, in compagnia della Lazio e ha costruito un avvio di campionato di assoluto livello: otto vittorie e un pareggio nelle prime nove giornate. Numeri che raccontano una squadra solida, quadrata e soprattutto capace di trovare sempre una soluzione anche nelle partite più complicate. Basti vedere la vittoria di settimana scorsa contro la Fiorentina o quella di mercoledì a Venezia.
È vero, il derby fa storia a sé e questa sera i sette punti in meno in classifica dei rossoneri conteranno poco, così come l’inizio pieno di alti e bassi dei cugini rossoneri.
Sulla formazione ci sono pochi dubbi. Uno riguarda la porta. Dare ancora fiducia a Provedel o affidarsi al titolare Josep Martinez? A Chivu la patata bollente. In difesa pochi dubbi Bisseck, Akanji e Bastoni. Sulle corse esterne Diouf e Dimarco (anche se un pensierino su Carlos Augusto io lo farei), in mezzo Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan. In avanti altro dubbio: Pio Esposito o Bonny, chi affiancherà Thuram?
I precedenti parlano di un’Inter che può vantare 91 vittorie contro le 84 del Milan e 71 pareggi. I precedenti ricordano di un filotto di sei vittorie consecutive tra il 2023 e il 2024, l’ultima della quali, il 22 aprile 2024, fu la sublimazione della goduria nerazzurra con quello scudetto della seconda stella alzato in faccia proprio dei cugini rossoneri. I precedenti dicono anche che dopo quel filotto l’Inter non è riuscita più a portare a casa un derby. Sette sfide senza poter ribadire che Milano è nerazzurro.
Chivu lo scorso anno rimediò due sconfitte su due. Stavolta vuole invertire rotta, spiegare all’altra parte di Milano che i più forti siamo noi e che la supremazia nerazzurra è fuori discussione.
Naturalmente i cugini non vanno presi sotto gamba, anzi dobbiamo affrontarli con la massima attenzione e il doppia della concentrazione. Però abbiamo le caratteristiche per metterli in difficoltà. La velocità di Thuram, la qualità di Dimarco, gli inserimenti di Barella e la capacità di Calhanoglu di verticalizzare possono rappresentare armi decisive.
Fondamentale sarà non approcciare la gara in modo molle e distratto come spesso abbiamo fatto in questo inizio di stagione. Perché il derby non perdona distrazioni, cali di tensione o presunzione. Non si gioca soltanto con le gambe. Si gioca con la testa, con il carattere e con la personalità.
Questa è una partita che può rappresentare molto più di una semplice vittoria. Significherebbe mandare un messaggio al campionato, ritrovare il sorriso nella stracittadina e ribadire che, nonostante qualche delusione negli ultimi confronti, la voglia di comandare a Milano non è mai venuta meno.
Stasera non basterà essere belli, non basterà giocare bene e non basterà dimostrare di essere più forti sulla carta.
Stasera bisognerà vincere. Punto.
Per la classifica, per il morale, per i tifosi e soprattutto per quella maglia nerazzurra che, quando arriva il derby, pesa ancora di più.
Perché il cuore nerazzurro vuole tornare a battere più forte di tutti. FORZA INTER !!!
ENTIUS. Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Appassionato di calcio da quando i Mondiali di Italia ’90 gli cambiarono la vita. Ha deciso che scriverà un libro prima o poi.


1 commento:
Stasera niente calcoli, niente alibi e soprattutto niente regali ai cugini. Obiettivo: tornare a casa con i tre punti !!!
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