Il caso delle 115 accuse contro il Manchester City per presunte violazioni delle norme finanziarie della Premier League è arrivato a una svolta.
Dopo un procedimento durato anni, la Commissione indipendente incaricata di esaminare il caso ha riconosciuto il club colpevole delle violazioni finanziarie contestate per il periodo compreso tra la stagione 2009/10 e la 2017/18, oltre ad aver accolto la maggior parte delle contestazioni relative alla mancata collaborazione del club con l'inchiesta.
La sanzione, tuttavia, non è ancora stata stabilita e il Manchester City ha annunciato l'intenzione di presentare appello.
La Premier League aveva formalizzato le accuse nel febbraio 2023, dopo un'indagine iniziata nel 2018. Le accuse comprendevano 54 violazioni relative alla mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate, con particolare riferimento a ricavi, sponsorizzazioni, parti correlate e costi operativi. Altre 14 contestazioni riguardavano le informazioni sui compensi corrisposti a giocatori e allenatori. C'erano poi cinque accuse relative al mancato rispetto delle norme UEFA, comprese quelle sul Financial Fair Play, e sette relative alle regole di redditività e sostenibilità della Premier League (PSR). Infine, 35 contestazioni riguardavano la presunta mancata collaborazione con l'indagine della Premier League, condotta tra il 2018 e il 2023.
Il cuore del procedimento riguarda il modo in cui, secondo la Commissione, il Manchester City avrebbe rappresentato nei propri bilanci alcuni ricavi commerciali.
La Premier League sostiene che il club abbia utilizzato contratti definiti "sham", cioè accordi che non riflettevano il reale rapporto economico tra le parti, con alcuni partner commerciali. Secondo le conclusioni della Commissione, questo sistema avrebbe consentito di gonfiare artificialmente i ricavi e ridurre apparentemente i costi del club.
Uno degli elementi centrali è il cosiddetto "Disguised Funding Scheme", un sistema attraverso il quale somme provenienti dall'area legata alla proprietà del club sarebbero state contabilizzate come ricavi di sponsorizzazione. La Commissione ha indicato oltre 830 milioni di sterline di finanziamenti che, secondo le sue conclusioni, sarebbero stati mascherati attraverso accordi commerciali nel periodo esaminato. La Premier League sostiene inoltre che, se i bilanci avessero rappresentato correttamente tali operazioni, il Manchester City avrebbe violato in misura molto significativa i limiti di spesa previsti dalle norme inglesi e UEFA.
La Commissione ha inoltre stabilito che il club presentò informazioni finanziarie non corrette e che queste rappresentazioni contribuirono a nascondere la reale situazione economica agli organismi di controllo e ai revisori.
La Premier League aveva contestato al club 35 violazioni dell'obbligo di collaborazione, sostenendo che non fossero stati forniti documenti e informazioni richiesti dagli investigatori. Nel verdetto, la Commissione ha accolto tre delle quattro contestazioni relative ai principali obblighi di collaborazione e buona fede, affermando che il club aveva compiuto "sforzi concertati" per ostacolare l'indagine.
È una parte importante del caso perché non riguarda soltanto le presunte irregolarità finanziarie del periodo 2009-2018, ma anche il comportamento tenuto successivamente nei confronti della Premier League.
Cosa rischia il Manchester City? È questo il punto sul quale, al momento, non esiste ancora una risposta definitiva. La Commissione indipendente dovrà infatti stabilire la sanzione in un procedimento separato e riservato.
Le regole della Premier League prevedono una gamma molto ampia di possibili provvedimenti: multe, penalizzazioni in classifica e altre sanzioni sportive, fino all'espulsione dalla Premier League. La stessa Premier League ha confermato ufficialmente che la Commissione dispone di un'ampia discrezionalità nella determinazione della pena.
In teoria, quindi, il caso potrebbe avere conseguenze molto più pesanti di una semplice ammenda. Una penalizzazione di punti potrebbe incidere sulla classifica, mentre una sanzione estremamente severa potrebbe arrivare fino all'esclusione dalla competizione. Anche l'eventuale riconsiderazione dei risultati e dei titoli conquistati nel periodo interessato è stata discussa nel dibattito sul caso, ma non è stata annunciata alcuna decisione in questo senso e non è corretto presentarla come una sanzione già stabilita.
Il club ha respinto le accuse fin dall'inizio del procedimento e continua a dichiararsi innocente. Dopo la pubblicazione del verdetto, il Manchester City ha ribadito la propria posizione e ha annunciato il ricorso.
Ma la sensazione è che stavolta il club di Manchester rischi davvero tanto.
THESEUS. “Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.”

1 commento:
Ridateci la Champions League 2023 !!!!!!!!!!!!
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