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martedì 28 agosto 2018

TEMPI DIFFICILI PER LO SPECIAL ONE

Più che un Monday Night è stata una horror night per José Mourinho e il suo Manchester United, travolto all'Old Trafford 3-0 dal Tottenham.
I Red Devils hanno già rimediato due sconfitte nelle prime tre giornate di campionato e il portoghese è finito inevitabilmente nel mirino della critica per un gioco praticamente inesistente.
Ma lo Special One non ha certo perso il suo carisma e la sua grinta e nella conferenza stampa del dopo gara si è scagliato contro un giornalista rivendicando il suo orgoglio e il suo palmares "I nostri tifosi ci hanno applaudito perché sono più intelligenti, non ascoltano quello che scrivete sui giornali e dite in tv. Stasera abbiamo perso 3-0, ma 3 sono anche i titoli di Premier League che ho in bacheca. Ho vinto più Premier io di tutti gli altri allenatori di questo campionato messi insieme: 3-2... Merito rispetto!".

Ma nonostante ciò l’ex allenatore di Chelsea, Inter e Real Madrid continua ad essere sulla graticola. Mourinho, di fatto, è a rischio esonero nonostante il rinnovo fino al 2020 arrivato solo sette mesi fa. E, per molti, il lungo applauso che ha "regalato" ai tifosi della curva dell'Old Trafford prima dell'uscita dal campo dopo il pesante ko con gli Spurs (contraccambiato da tutti i presenti sugli spalti) ha il profumo di un addio.

Mai José Mourinho era partito così male in campionato. Tre punti in tre giornate rappresentano il peggior "start" della sua carriera (due sconfitte consecutive e già sei punti di distacco da Liverpool, Chelsea e Tottenham dopo sole tre giornate), durante la quale, tra l'altro, lo Special non aveva mai dovuto giustificare uno 0-3 interno.
Ad aggravare la sua posizione non ci sono solo i numeri, ma problemi evidenti nel rapporto con le altre componenti dei giocatori: frattura netta e irrimediabile con la dirigenza e in particolare l’amministratore delegato Ed Woodward le cui tensioni risalgono al mercato di questa estate; anche lo spogliatoio ha scaricato il proprio tecnico, i giocatori più rappresentativi del gruppo come Pogba hanno manifestato apertamente la propria insofferenza nei confronti del proprio allenatore e questo influisce sul rendimento.
Mourinho è un uomo solo a Manchester, l'avventura sembra ormai al capolinea: mentre i media inglesi parlano apertamente di 'questione di ore' per l'esonero, si sprecano i nomi sul possibile successore, con Zidane e Conte in cima alla lista dei desideri dei tifosi.
Insomma José Mourinho è sempre Special One e sempre più Normal One. A qualcuno dà la sensazione di essere fragile e vulnerabile. A me non sempre, anzi mantiene la grinta e il carisma che lo ha contraddistinto nel corso della sua carriera. Forse rispetto al passato ha perso quella sorta di “ascendente” sulla squadra che allena. Un guaio non da poco per uno come lui…

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3 commenti:

Ciaskito ha detto...

Nonostante gli scarsi risultati rimane arrogante e spocchioso. Ma chi crede di essere? Solo perché ha vinto qualche trofeo si sente l'eroe assoluto? E uno come Ancelotti o come Guardiola cosa dovrebbe dire?

Alex ha detto...

Nessuno mette in dubbio che sia stato un grande allenatore, ma negli ultimi anni è diventato abbastanza mediocre. Il Real l'ha preso per vincere la Champions League e non l'ha vinta, al Chelsea è andato tra alti e bassi, lo stesso dicasi allo United. Dopo il Triplete ha preso una parabola discendente...

Brother ha detto...

Dal 2010 ad oggi ha vinto: Un campionato spagnolo, un campionato inglese, due coppe di Lega, una Europa League, una Community Shield, una Coppa di Spagna, una Supercoppa spagnola.
Non male come parabola discendente. In questo arco di tempo in quanti hanno vinto di più? E più in generale, in quanti hanno vinto?

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