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giovedì 12 aprile 2018

EURO-CHOC LAZIO: QUATTRO MINUTI DI BLACKOUT ED E’ FUORI

Europa League 2017-2018 – Ritorno dei Quarti di Finale
SALISBURGO-LAZIO 4-1
55’ Immobile – 57’ Dabbur – 72’ Haidara – 74’ Hwang – 76’ Lainer

SALISBURGO (4-3-3) Walke; Lainer, Ramalho, Caleta Car, Ulmer; Haidara, Schlager, Berisha; Yabo (dal 39' s.t. Minamino), Hwang (dal 34' s.t. Gulbrandsen), Dabbur. (Stankovic, Pongracic, Wolf, Farkas, Mwepu). All.: Rose.
LAZIO (3-5-2) Strakosha; Luiz Felipe, De Vrij, Radu; Basta (dal 15' s.t. Lukaku), Parolo, Leiva, Milinkovic (dal 24' s.t. Felipe Anderson5), Lulic; Luis Alberto, Immobile. (Guerrieri, Caceres, Murgia, Nani, Caicedo). All.: S.Inzaghi.
ARBITRO Skomina (Slovenia).

Clamoroso, incredibile, scioccante. La Lazio dice addio all'Europa League nel peggiore dei modi, buttando via tutto quello di buon che aveva fatto fino all'andata dei quarti. Dopo il 4-2 dell'Olimpico, la squadra di Inzaghi perde 4-1 col Salisburgo e dice clamorosamente addio all'Europa League. Primo tempo equilibrato, succede tutto nella ripresa. Immobile sblocca la gara al 55esimo, poi gli austriaci pareggiano i conti un minuto dopo con Dabbur e segnano tre reti in quattro minuti (Haidara al 72', Hwang al 74' e Lainer al 76'), ribaltando il risultato e volando in semifinale.
Un blackout folle, che ha fatto saltare il banco. Tutto nonostante un vantaggio che sembrava indirizzare la gara sui binari biancocelesti e che invece ha svegliato gli austriaci e affondato la baracca. Un calo mentale, fisico e tecnico, che arriva a sorpresa e ridimensiona le ambizioni di un gruppo che sembrava destinato a lottare fino alla fine in Europa e che invece ora deve fare i conti con un'eliminazione clamorosa e con i cugini che invece si godono la semifinale di Champions proprio prima del derby.
Lazio tosta, quasi imperforabile nei primi 45 minuti. Gli austriaci ci mettono la voglia, ma quando De Vrij e compagnia la mettono sul piano fisico il confronto diventa impietoso. Chi si aspetta un Salisburgo arrembante rimane deluso: la strategia di Simone Inzaghi funziona nella prima parte della gara, al punto che l'unica vera occasione del primo tempo cade nei piedi di Immobile. A due minuti dal riposo, Ciro da pochi passi sbatte su Walke.
Quando si rientra dall'intervallo, il copione sembra essere identico. Lazio perfettamente in palla, e arriva anche lo strappo dopo dieci minuti con il vantaggio di Immobile (implacabile nell'esecuzione) lanciato da un illuminato Luis Alberto. A questo punto il discorso qualificazione sembra chiuso. Sembra. Ma qui accade l'impensabile.
Calo di concentrazione (anche fisico?) netto della Lazio, e dopo appena centoventi secondi dallo strappo di Ciro arriva il pari di Haidara. Piano piano il Salisburgo comincia a crederci, la Lazio arretra fino a scomparire inspiegabilmente. Il ritmo degli austriaci cresce, la Lazio soffre e crolla vistosamente. Il paradosso è che dopo il gol di Immobile, che sembrava aver chiuso il discorso qualificazione, la Lazio va letteralmente k.o. Il palo di Schlager è il primo campanello di allarme, ma l'incredibile sta per accadere.
In quattro minuti c'è il blackout totale della Lazio. Il Salisburgo affonda e fa male. Haidara al 72esimo segna il 2-1, Whang sl minuto 74 sfrutta un buco difensivo ed è il 3-1, passano due minuti e la frittata è completa con il 4-1 di Lainer. La Lazio è come un pugile suonato. Disorientato, incapace di reagire. E non reagisce.
Finisce 4-1. Basta una mezzora di blackout totale per ritrovarsi fuori dall’Europa. I biancocelesti cancellano in pochi minuti tutto quello che di buono avevano fatto finora in questa competizione. Una debacle tanto clamorosa quanto incredibile. E l’ennesima conferma che nel calcio tutto può succedere.

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2 commenti:

Salvatore ha detto...

Sul gol di Immobile ero convinto che ormai fosse fatta. Una cocente eliminazione per i biancocelesti. Tra l'altro anche immeritata.

Entius ha detto...

Se prendi tre gol in due minuti tanto immeritata non è.

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