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lunedì 9 maggio 2016

FESTA CAGLIARI, E' DI NUOVO SERIE A

 LATO BAppunti sulla Serie Cadetta 
E' durato solo un anno il purgatorio del Cagliari, che vincendo venerdì sera a Bari per 3-0 ha conquistato aritmeticamente la promozione in Serie A. Retrocesso in Serie B al termine della scorsa stagione, il Cagliari è partito in questa stagione come favorito d'obbligo del campionato cadetto, in virtù di un mercato importante e di una rosa superiore, per qualità media, a quella di tutte le altre squadre della B.
Fra i pali il grande colpo è Marco Storari, che dopo gli Scudetti vinti con la Juventus, ha sposato il progetto rossoblù. In difesa sono arrivati i centrali Krajnc (Cesena) e Salamon (Sampdoria), gli esterni Pisacane (Avellino) e Barreca (Torino). Innesti importanti a centrocampo, con gli acquisti di Di Gennaro (Palermo), Fossati (Perugia), Munari (svincolato dopo il fallimento del Parma) e del giovane Tello (in prestito dalla Juventus). In attacco si sono fatte le cose in grande: riscattato Farias dal Chievo, il Cagliari ha comprato Melchiorri dal Pescara e ottenuto il prestito di Cerri dalla Juventus. Dallo Spezia è arrivato invece Giannetti.

La formazione guidata da Massimo Rastelli, giunto in terra sarda dopo un paio di buone stagioni ad Avellino, è stata capace all’andata di reggere la marcia casalinga delle big europee, meglio di Napoli e Barcellona e un filino sotto il Bayern di Lewandowski, con tredici risultati utili di fila e 37 punti su 39. Il clou per la tifoseria? Il Sant’Elia al completo e felicemente al fianco di Storari e soci nell’ultimo vittorioso match (3-0) del 2015 con la Pro Vercelli. Numeri che hanno certificato l’approdo in A senza passare dall’inferno dei playoff. Ma nella seconda parte della stagione l’incantesimo mostra qualche crepa. L’andamento da altalena si perpetua: filotto di cinque vittorie di fila (Ternana, Entella e Pescara in casa, Avellino e Latina fuori), la doppietta in trasferta con le perle colte in sequenza a Vicenza e Modena. Ma ci sono anche i tre ko di fila al Sant’Elia con Novara, Perugia e Spezia. Seguite dai pareggini, match ball falliti per la promozione matematica, con le ultime della classifica, Como, Lanciano e Livorno. In mezzo il set (6-0) con il Brescia. Insomma i sardi negli ultimi mesi hanno mostrato braccino corto, carenza di carattere e poco mestiere. Capita. Ma soprattutto ormai tutto questo non ha importanza più di tanto. Quel che conta è aver centrato l’obiettivo.

Nonostante il gioco non sempre convincente e il calo subito nel girone di ritorno, il tecnico rossoblù Massimo Rastelli ha avuto senza dubbio grandi meriti nella stagione del Cagliari. Ha dimostrato elasticità tattica, partendo dal suo modulo base, il 4-3-1-2, è riuscito spesso a cambiar volto alla sua squadra anche a partita in corsa, in base alle esigenze del momento. Ha avuto la capacità di puntare sul gruppo più che sulle singole individualità e infine non ha mai avuto alcun timore di affidarsi ai giovani quando occorreva.
Il resto l’ha fatto un gruppo che, come detto, contava su buoni giocatori a cui si sono aggiunti giovani di valore di cui sentiremo presto parlare (Cerri, Colombatto, Deiola, Barreca). Il risultato finale non poteva che essere la promozione in Serie A. Che infatti puntualmente è arrivata.
 Pakos 

2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Promozione assolutamente mai in discussione, anzi direi già blindata al termine del girone d'andata, la mia impressione è che il Cagliari, specie negli ultimi due mesi abbia proprio staccato la spina perchè ormai consapevole di aver raggiunto l'obiettivo...ciao!

Mattia ha detto...

Sono d'accordo con Andrea, negli ultimi mesi è subentrato una sorta di appagamento e di conseguenza la squadra ha giocato al di sotto delle proprie possibilità. I sardi hanno viaggiato per nove mesi tra primo e secondo posto, la promozione non è mai stata in discussione.

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