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domenica 5 luglio 2015

CILE NELLA STORIA, E’ TRIONFO IN COPPA AMERICA (e Messi ancora una volta resta a guardare…)

Coppa America 2015 – FINALE
CILE-ARGENTINA 4-1 dopo calci di rigore (0-0 al 120’)
RIGORI: Mati Fernandez (C) gol, Messi (A) gol, Vidal (C), Higuain (A) alto, Aranguiz (C), Banega (A) parato, Sanchez (gol)

CILE (3-4-1-2): Bravo; Silva, Diaz, Medel; Isla, Aranguiz, Vidal, Beausejour; Valdivia (dal 29’ s.t. Mati Fernandez); Vargas (dal 5’ p.t.s. Henriquez), Sanchez. (Garces, Herrera, Gutierrez, Fuenzalida, Pizarro, Albornoz, Mena, Rojas, Pinilla). All. Sampaoli.
ARGENTINA (4-2-3-1): Romero; Zabaleta, Demichelis, Otamendi, Rojo; Biglia, Mascherano; Messi, Pastore (dal 36’ s.t. Banega), Di Maria (dal 29’ p.t. Lavezzi); Aguero (dal 29’ s.t. Higuain). (Guzman, Marchesin, Garay, Casco, Roncaglia, Gago, Pereyra, Tevez). All. Martino.
ARBITRO: Roldan (Colombia)

Il Cile entra nella storia. Dopo quattro finali perse la Roja conquista per la prima volta la Coppa America, arrivata alla sua 44/a edizione, e lo fa in casa, sotto lo sguardo dei propri tifosi in un “Estadio Nacional” di Santiago in completo delirio. Servono i calci di rigore agli uomini di Sampaoli per avere la meglio su un’Argentina colpita dalla maledizione Messi. La Pulce, infatti, profeta in Spagna, non è ancora riuscito ad alzare una trofeo con la maglia dell’albiceleste e anche questa volta è dovuto uscire dal campo con le lacrime agli occhi. Un trofeo che manca alla Seleccion da ormai 22 anni.


La prima occasione arriva al 12esimo Sanchez va via in velocità sulla destra, entra in area e prova a metterla in mezzo per Vargas, Demichelis svirgola nel tentativo di liberare, la palla resta lì e Vidal al volo di sinistro impegna seriamente Romero bravo nel deviare un pallone destinato in rete. La risposta albiceleste non si fa attendere e arriva su una punizione laterale di Messi, sul cross della Pulce, Aguero ci mette la testa e Bravo è grandissimo a salvare sulla linea di porta.

I due portieri sono di nuovo protagonisti nel finale: prima Romero è attento su un tiro a giro di Sanchez, poi Bravo devia con i pugni una staffilata di Lavezzi dagli 11 metri.
Doppia occasione per la Roja nella ripresa con Vidal che prima impegna centralmente Romero con un colpo di testa dai 12 metri, poi trova la respinta col corpo di Zabaleta bravo a immolarsi in area. L’azione argentina è confusa e spesso imbrigliata dal pressing cileno. Grande occasione al 37esimo quando Sanchez gira al volo un cross in profondità di Silva, la palla esce di pochissimo. In pieno recupero, però, Higuain mette i brividi al popolo cileno. Il Pipita raccoglie un po’ troppo defilato un assist di Lavezzi, il pallone termina la propria corsa sull’esterno della rete facendo tirare un sospiro di sollievo agli oltre 5 milioni e mezzo di tifosi cileni. E’ l’ultimo sussulto prima dei tempi supplementari.
La stanchezza inizia a farsi sentire ed entrambe le squadre tirano i remi in barca. Il primo quarto supplementare scorre via liscio fino allo scadere quando Sanchez, servito da un lungo lancio di Bravo, si invola in velocità verso l’area di Romero, complice un liscio a centrocampo di Mascherano. L’ex Udinese e Barcellona arriva al tiro stanco e pressato da Otamendi, così la conclusione è alta. Il secondo extra-time è la fotocopia del primo. Si va ai calci di rigore e dal dischetto falliscono Higuain e Banega. Il Cile non ne sbaglia uno e spetta ad Alexis Sanchez, il migliore dei suoi, calciare in rete il penalty che vale la storia.
E’ la vittoria di Davide contro Golia. E’ il successo di un gruppo che di fatto è il più forte di sempre a rappresentare la propria nazionale. E’ la conquista di un popolo che ha atteso questo giorno da quasi un secolo. Il Cile campione, seppur tra le polemiche di una coppa America caratterizzata dagli errori arbitrali e dalle risse, è la massima espressione di ciò che può fare la forza del gruppo e la voglia di un intero Paese. Per i cileni vincere questa finale contro i “cugini” argentini era più di una semplice partita di pallone. Ieri sera a Santiago del Cile è arrivato l’ennesimo schiaffo all’orgoglio argentino contro una squadra che di per sé non è mai riuscita a convincere gli scettici, nemmeno dopo il sonante 6-1 rifilato in semifinale al Paraguay.
Per Messi, invece, l’amarezza della terza finale persa dopo quella del 2007 (sempre in Copa America) e del 2014 (ai Mondiali). Evidente dimostrazione che è facile fare il fuoriclasse in una squadra di campioni come è il Barcellona dove tutti giocano solo e soltanto per te. La Pulce evidentemente non è così forte come vogliono farci credere. Basti pensare che Maradona, a cui troppo spesso viene indegnamente paragonato, trascinò una buona Argentina (che non era certo infarcita di campioni come questa) a ben altri trionfi.

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3 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Chiusura del post al limite del delirio, quindi Messi non sarebbe questo granchè, apprendo pure che l'Argentina sarebbe imbottita di mediocri...mah...ciao!

Entius ha detto...

Non ho detto che non sarebbe questo granché ma che non è così forte come tutti vogliono farci credere.
E' sicuramente fortissimo, senza ombra di dubbio un fuoriclasse, ma non è l'extraterrestre che spesso viene descritto.
Per me i giocatori extraterrestre sono quelli capaci di vincere da soli le competizioni. Penso a Maradona che vinse un Mondiale con un'Argentina nettamente più debole di quella attuale (la mediocre era quella di Maradona non questa), penso a Ronaldo che nel 1998 sfiorò lo scudetto con una squadra non certo straordinaria.
Un Messi che con questa Argentina riesce a fallire in 12 mesi Mondiale e Coppa America non può certo essere annoverato tra i giocatori di un altro pianeta.

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Scusa Entius ma faccio fatica a seguirti perchè prima scrivi che "è facile fare il fuoriclasse in una squadra di campioni come il Barcellona" e due righe sotto invece, riassumendo, sostieni che lui non riesce a incidere in una Albiceleste infarcita di campioni, mi sembrano due cose che stridano un pò tra loro...
Credo che molto più semplicemente, a mio modestissimo parere, mentre il Barcellona a livello di club è ormai praticamente da 10 anni una spanna sopra di tutti come nazionali ci sia molto più livellamento e sia quindi più difficile incidere, mi sembra ingeneroso parlare di fallimento per Messi visto che l'anno scorso persero la finale a una manciata di minuti dalla fine del secondo tempo supplementare e l'altra sera solo ai calci di rigore...
Con la premessa che considero poi anch'io Maradona il migliore di tutti i tempi trovo stucchevole questo continuo paragone tra i due, sono passati ormai 30 anni dal grande Pibe de Oro, era tutto un altro calcio...ciao!

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