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venerdì 24 ottobre 2014

FINE DI UN'EPOCA: MORATTI NON E' PIU' PRESIDENTE ONORARIO

L’Internazionale Fc è nuovamente un cantiere aperto. Erick Thohir è al lavoro per ristrutturare societariamente la sua Inter. Ha avviato questa rivoluzione cambiando i volti dirigenziali dopo il ribaltone nello staff tecnico (ndr Walter Mazzarri). Personalità di spicco e nuovo amministratore delegato della società è il britannico Michael Bolingbroke. Mr. Bolingbroke è arrivato all’Inter dopo l’esperienza al Manchester United, club cui Thohir ha più volte indicato di volersi ispirare per riportare l’Inter nel novero dei club che contano in Europa. Nella sua esperienza a Manchester, Bolingbroke è stato nell’ordine responsabile dei ricavi dello stadio Old Trafford, dell’hospitality, del management e dei servizi corporate inclusi quelli finanziari, delle risorse umane, dell’ufficio legale e dello sviluppo tecnologico del club.

Bolingbroke è stato inoltre membro del consiglio d’amministrazione di MUTV, la televisione del Manchester United, e del fondo pensionistico del club. Il nuovo top manager dell’Inter ha anche fatto parte del consiglio che ha gestito la partnership tra Manchester United e Nike. Infine è stato anche presidente della fondazione benefica del club.

Proprio il nuovo amministratore delegato della squadra ambrosiana ha commentato il futuro rapporto del club con Pirelli, accendendo speculazioni sul fatto che il partenariato, ormai ventennale, stia per volgere al termine.
Bolingbroke ha detto che i colloqui per rinnovare il longevo legame, che scadrà nel 2016, sono ancora in corso di svolgimento. “Mi limito a dire che questo giugno si festeggeranno i 20 anni di Pirelli come partner”, ha tenuto a precisare l’ad nerazzurro. Questo perché i 20 milioni di euro annui garantiti dal colosso delle gomme non basterebbero più all'indonesiano certo di poterne riceve molti di più da un altro partner. Probabile che Thohir ed i suoi abbiano già in mano proposte e che questo lo stiano influenzando molto nella trattativa di rinnovo con la Pirelli, trattativa ad oggi molto più vicina a saltare che al concretizzarsi.
Sarebbe una nuova rivoluzione sotto il profilo marketing. Inoltre l’eventuale separazione da Pirelli vorrebbe dire la perdita oltre che finanziaria anche affettiva di una storica figura legata al club, quale Marco Tronchetti Provera, personalità a stretto contatto il vecchio establishment e passionale tifoso delle maglie nere azzurre.
Fra Thohir e Moratti la divergenza di vedute è totale. L’ex presidente non ha avallato e condiviso numerose scelte dell’indonesiano.
E nello scalpore generale, l’ufficialità è da poco arrivata: Massimo Moratti non è più il presidente onorario dell'Inter, ed insieme a lui hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione Angelomario Moratti, figlio di Massimo, Rinaldo Ghelfi e Alberto Manzonetto.
Lascia l'Inter dopo 19 anni di presidenza. Inevitabile, dopo le parole su Mazzarri e la reazione piccata da parte del tecnico toscano, avvenuta mercoledì durante la conferenza stampa pre Europa League, alla vigilia del match contro il Saint-Etienne.
Di seguito il comunicato : "Internazionale Holding Srl, società facente capo al Dott. Massimo Moratti e ai suoi figli, dott. Angelomario Moratti e dott. Giovanni Moratti, e titolare di una partecipazione pari al 29,5% dI Fc Internazionale Milano Spa comunica che in data odierna il dott. Angelomario Moratti, il dott. Rinaldo Ghelfi e il dott. Alberto Manzonetto hanno rassegnato ciascuno a titolo individuale le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione della società F.C. Internazionale Milano S.P.A. Internazionale Holding Srl comunica inoltre, che il dott. Massimo Moratti in data odierna ha rinunciato alla carica di presidente onorario di F.C Internazionale Milano Spa gentilmente offertagli da Mr Erick Thohir nel novembre dello scorso anno.”
Erick Thohir si è detto "stupito" dalla decisione di Massimo Moratti. Ma cosa succede se attualmente Moratti volesse vendere il suo 30%? Le dimissioni di Moratti dalla carica di presidente onorario di per sé non significano di per sé che l’uomo d’affari milanese intenda vendere il 30% dell’Inter che detiene. Anche se le contemporanee dimissioni dei suoi uomini in cda fanno presagire uno strappo notevolmente forte.
Se veramente il presidente del Triplete vorrà vendere la sua quota, l’iter da seguire è quello iscritto nello statuto della società. Il punto 6.5 norma il diritto di prelazione e spiega nel primo paragrafo che “qualora un socio titolare di almeno il 5% intenda vendere a un altro soggetto una o più azioni spetta a ogni altro socio che sia titolare di almeno il 5% il diritto di prelazione in via proporzionale“. Nel quinto paragrafo, dopo aver spiegato le tecnicalità della cessione, si spiega inoltre che “Qualora ciascun socio abbia rifiutato l’offerta del socio venditore, il Socio venditore è libero di vendere tutte le azioni in vendita a un terzo Acquirente, ovvero un altro soggetto, ivi incluso un altro socio“
Qualora Moratti vorrà cedere la sua quota dovrà obbligatoriamente consultare Thohir.
Fatte tali considerazioni, si chiude un era. Il calcio italiano perde un tifoso prima che un presidente. Si apre un nuovo ciclo improntato all’esigenze del FFP del business e merchandising. E’ veramente questa la prospettiva della poesia del gioco calcio?
 Marco Ianne 

3 commenti:

Winnie ha detto...

Vedi che ha i qualche problema con i commenti. E' la terza volta che scrivo un commento e dopo un po' si cancella...

Entius ha detto...

Verifico subito. Ma il problema è solo su questo articolo?

Entius ha detto...

Forse adesso funziona. I due commenti precedenti sono ancora là...

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