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venerdì 15 ottobre 2010

NOVARA, LA SORPRESA DEL CAMPIONATO CADETTO

C’è già chi parla di miracolo, chi di favola. Ma la matricola Novara seconda nella classifica della Serie B è qualcosa di diverso dalla solita sorpresa di inizio stagione. Non c’è casualità in questo avvio sprint della formazione piemontese. Megli
o parlare di organizzazione, programmazione, progettualità. Parole che forse non scaldano e non accendono la fantasia, ma che hanno il loro riscontro sul campo. Vittorie che arrivano da lontano, sulla scia di quella squadra costruita negli anni per stupire e vincere, come puntualmente successo in Lega Pro, mietendo successi e record. Lo scorso anno il caso Novara riuscì per un giorno a varcare addirittura i confini italiani allorché, con la sconfitta del Bayer Leverkusen, rimase l'unica società professionistica europea imbattuta, oggi la situazione si è evoluta con il passaggio da fenomeno settimanale a consolidata realtà nazionale.
Una rosa confermata in blocco, con innesti mirati e zero follie di mercato, perché prima si pensa al bilancio, poi a tutto il resto. E così la società è già diventata un modello di gestione virtuosa: i soldi ci sono eccome, ma si vince con la forza delle idee, senza risparmiare investimenti importanti, purchè funzionali e innovativi. Come dimostra la costruzione dell’impianto sportivo di Novarello o la scelta - coraggiosa e molto discussa - di giocare su un campo sintetico.
La squadra è messa bene in campo, ha equilibrio e geometrie. Poi, può contare su un giocatore di qualità come Cristian Bertani, l'uomo in più degli azzurri di Attilio Tesser. Storia davvero affascinante quella del bomber milanese, classe 1981 e scoppiato solo ora dopo una lunghissima gavetta nonostante qualità sopra la norma.
La risposta della città non si è fatta attendere, raramente si è visto un Piola tanto gremito: quasi diecimila presenze in occasione della sfida contro l'Atalanta per uno stadio che durante le tre decadi di Purgatorio - o meglio sarebbe dire Limbo - la cittadinanza ha spesso indicato tra i responsabili della caduta. Portava male, in due parole, l'allora Viale Kennedy, costruito appena in tempo per vedere sprofondare la squadra in C2 e lì rimanere ininterrottamente per oltre vent'anni.
Ora invece l'entusiasmo è grande, i tifosi iniziano a sognare addirittura la serie A. Obiettivo da non escludere a priori, a patto di restare con i piedi per terra. Questo Novara ha le possibilità per continuare così, ha licenza di stupire. Un po' come il Cesena l'anno scorso. Si può tranquillamente inserire tra le outsider, in un lotto di altre 4/5 formazioni. Le corazzate, però, restano altre: Atalanta e Siena su tutte. Se comunque i momenti di difficoltà verranno gestiti al meglio, continueremo a parlare del Novara, al momento la faccia felice del Piemonte.
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1 commento:

Pakos ha detto...

Finora si sta comportando alla grande. Se continua così può sicuramente dire la sua nella lotta per la promozione. Considerando anche le difficoltà di molte presunte big.

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