domenica 4 ottobre 2026

IL PORTOGALLO NON PUÒ ESSERE OSTAGGIO DI CRISTIANO RONALDO

La storia si ripete. È successo con Fernando Santos al Mondiale 2022, è successo con Roberto Martinez al Mondiale 2026, e ora sta succedendo con Jorge Jesus in Nations League. Ogni volta che un commissario tecnico del Portogallo prova a fare il commissario tecnico, scoppia il caso Cristiano Ronaldo. 
L'ultimo episodio è chiarissimo. Portogallo-Norvegia 2-1, partita vera, difficile, fuori casa. Jesus decide di non far entrare Ronaldo per 90 minuti. Una scelta tecnica, spiegata in conferenza: "Stavo pensando di farlo entrare, poi la gara si è messa in un'altra maniera. Ho ritenuto più opportuno puntare su un giocatore con altre caratteristiche". Risultato? Il Portogallo vince. 
E Ronaldo cosa fa? Lascia il ritiro alla vigilia di Portogallo-Danimarca, posta sui social "Dirò tutta la verità" e trasforma una vittoria di squadra in un caso mediatico su di lui. 
Jorge Jesus ha fatto quello che deve fare un allenatore. Ha scelto la formazione. Ha preso una decisione tattica. E, soprattutto, ha stabilito che nessun giocatore, nemmeno Cristiano Ronaldo, può essere più importante delle regole della squadra. 
Jorge Jesus ha semplicemente rivendicato il suo ruolo. È lui il commissario tecnico del Portogallo e, di conseguenza, deve essere lui a decidere chi gioca, chi va in panchina e chi eventualmente non entra in campo. Ronaldo può essere il miglior marcatore della storia della nazionale, il giocatore più rappresentativo della sua generazione e uno dei più grandi calciatori di sempre. Ma il suo curriculum non può trasformarsi in un diritto automatico alla titolarità. 
Ronaldo ha 41 anni. Ai Mondiali 2026 è stato impietoso. Roberto Martinez è stato massacrato dalla stampa portoghese proprio per averlo schierato sempre titolare, sostituendolo una sola volta all'81' contro la Croazia. Jesus ha avuto il coraggio che Martinez non ha avuto: mettere il bene del Portogallo davanti al totem. 
Una nazionale non è un club personale e non è nemmeno un museo dedicato alla carriera di Cristiano Ronaldo. È una squadra che deve preparare partite, vincere competizioni e costruire il proprio futuro. Se Gonçalo Ramos viene ritenuto più adatto a una determinata partita o a un determinato sistema di gioco, deve poter giocare senza che la presenza di Ronaldo diventi un ostacolo. Quando Ronaldo non c'era per squalifica, il Portogallo ha rifilato 9 gol all'Armenia. Il miglior Portogallo degli ultimi due anni si è visto senza di lui in campo. Gonçalo Ramos, Francisco Conceição, João Neves, Rafael Leão: questa è una generazione che corre, pressa, si muove. Con Ronaldo in campo giochi in 10 senza palla. 
Jesus non ha mai mancato di rispetto a Ronaldo. Lo ha allenato all'Al-Nassr, lo ha definito "un simbolo del Portogallo che resterà per sempre nella storia", ha detto che resta nel progetto. Ma ha anche detto una cosa da allenatore: "Lo convocherò entro certi limiti e nelle condizioni che riterrò migliori per la nazionale". È esattamente quello che deve fare un CT. Il contrario sarebbe farsi dettare la formazione da un giocatore, anche se si chiama Cristiano Ronaldo. 
Ronaldo ha spiegato di voler raccontare successivamente la propria versione dei fatti, sostenendo di essere sempre stato pienamente dedicato alla nazionale. La Federazione portoghese ha però confermato la sua partenza dal ritiro, mentre la squadra ha proseguito la preparazione senza di lui. 
Qui emerge una differenza importante. Discutere con l'allenatore fa parte dello sport. Abbandonare la squadra perché l'allenatore non ha seguito le proprie aspettative è un'altra cosa. Ed è proprio questo comportamento ad alimentare l'impressione che Ronaldo faccia fatica ad accettare un ruolo diverso da quello avuto per gran parte della sua carriera. Ronaldo ha lasciato il ritiro perché non accetta di essere una risorsa e non più il centro del progetto. È comprensibile umanamente, ma è inaccettabile sportivamente. 
Il Portogallo ha finalmente un CT che prova a liberarsi dalla zavorra mediatica e a costruire il futuro. Ha ragione Jorge Jesus. E il Portogallo, se vuole tornare a vincere, deve stare con lui.
ENTIUS. Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Appassionato di calcio da quando i Mondiali di Italia ’90 gli cambiarono la vita. Ha deciso che scriverà un libro prima o poi.
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3 commenti:

LadyMarianne ha detto...

Sono assolutamente d'accordo. Hai 41 anni, non puoi pretendere di essere al centro del progetto, né pretendere che tutta la Nazionale deve girare attorno a te.
Complimenti a Jorge Jesus che ha avuto le palle di fare quello che andava fatto.

DenisBergamini ha detto...

Permettimi di dissentire. Alcuni campioni vanno trattati col dovuto rispetto e Cristiano Ronaldo è uno di questi.. CR7 merita rispetto e non di essere trattato come un giocatore qualsiasi.

Simone ha detto...

A 41 anni forse è il caso di farsi da parte da solo, senza aspettare che te lo dicano gli altri o che te lo facciano capire escludendoti.