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lunedì 23 luglio 2018

SOSPIRO DI SOLLIEVO PARMA: LA SERIE A E' SALVA

Sospiro di sollievo per il Parma che sarà regolarmente al via della prossima Serie A. Il Tribunale Federale Nazionale ha comminato al club ducale una penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2018-2019 e ha condannato a due anni di squalifica Emanuele Calaiò (oltre a 20mila euro di multa) per illecito sportivo per i messaggi whatsapp sospetti inviati ad alcuni calciatori dello Spezia alla vigilia della gara conclusiva del campionato di serie B.
Un sospiro di sollievo per i ducali, dicevamo. Il Tribunale Federale non ha tenuto conto della richiesta della Procura della Figc di due punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie B 2017-2018 che avrebbe significato mancata promozione in Serie A. L'alternativa proposta dai magistrati era un -6 da scontare nella prossima stagione e il Tribunale ha deciso per un -5 che rende comunque impervia la strada verso la salvezza.

Dimezzata, invece, la condanna per Calaiò rispetto alla richiesta di 4 anni di squalifica. Comunque una mazzata per l'attaccante palermitano di 36 anni, una sanzione che in pratica pone fine alla sua carriera.

Come si legge in un passaggio del dispositivo il Parma "ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in Serie A", per questo il "tribunale ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di Serie B appena conclusosi, oltre che estremamente afflittiva" sarebbe anche "in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dall'art. 18, comma 1, lett. g) del CGS".
Il Tfn evidenzia inoltre "che si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della Società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata". Quindi "la penalizzazione va operata con riferimento alla stagione sportiva in corso e, solo ove si appalesi inefficace - motivano i giudici - può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva successiva, di talché, dovendosi individuare la stagione sportiva in corso in quella 1° luglio 2018/30 giugno 2019, la infliggenda penalizzazione sul punteggio non potrà che scontarsi in tale stagione sportiva".
Questa invece la posizione della società emiliana che non ha accettato di buon grado la penalità comminatagli: "Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale. Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia".
 Mattia 

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3 commenti:

Ciaskito ha detto...

Se non c'è stato nessun illecito, non ci dev'essere nessuna penalizzazione, se c'è stato un illecito devono andare in Serie C. E' così difficile capirlo? In Italia invece si finisce sempre a tarallucci e vino.

Mattia ha detto...

Nella sentenza è scritto chiaramente che la promozione del Parma è stata conquistata sul campo. Il Parma subisce una punizione a causa (responsabilità oggettiva) di un suo tesserato che ha inviato dei messaggi. Messaggi e basta! Non ci sono scambi di denaro o favori. I messaggi restano assolutamente interpretabili, ma in ogni caso non hanno alterato l'esito della partita in quanto denunciati prima dell'incontro.

Simone ha detto...

In effetti si è ingigantito una cosa che non era così grave secondo me. Gli sms di Calaiò erano scherzosi e per nulla seri. Non ci vedo niente di male.

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