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sabato 3 gennaio 2015

Il barone e la saudade, Gianfranco Zola.

E a saudade, é um sentido do coração que vem da sensualidade, não da razão, e faz sentir às vezes os sentidos da tristeza e do nojo. Il re portoghese, colto e malinconico, Duarte, descrive cosi la saudade: E la saudade, è un senso del cuore che viene dalla sensibilità, non dalla ragione, e fa sentire a volte i sentimenti della tristezza e del dispiacere.
La genesi del sentimento della saudade è storicamente collegata a grandi paesi che si affacciano sul mare. I grandi viaggi intensificano il senso di malinconia e solitudine di cui erano pervasi tanto coloro che partivano quanto coloro che restavano. Dinnanzi all’immensità del mare e del cielo, si alimenta il desiderio, il desiderio di rivedere colui che è partito per andare incontro all’ignoto.

La storia di Magic Box, Sir Gianfranco Zola, si intreccia un po’ con lo spirito struggente della saudade. La terra sarda, isola felice, ma talvolta dimenticata, ha dato i natali a Magic Box, ed un'altra isola, stavolta quella inglese, ha affermato la gloria di un piccolo Colombo dei nostri giorni.
Ciò che Zola ha compiuto ha qualcosa di straordinario. Ha attraversato un percorso difficile e tortuoso, superando ostacoli che però hanno messo in luce la caparbietà di un giovane italiano alla ricerca del successo. Una rincorsa verso grandi traguardi alimentata non da un senso di affermazione personale, ma dallo spirito nobile di un uomo umile e talentuoso, che ha sempre agito per il puro divertimento di praticare lo sport del calcio. Un viaggio che lo ha reso uno dei più importanti rappresentanti dell’Italia in terra straniera, riuscendo ad essere amato e consacrato anche oltremanica. E ora, quel piccolo genio sardo, torna alle origine cosi come aveva chiuso la sua carriera agonistica. In Italia, nella terra che lo ha visto nascere. Gianfranco Zola is back! Magic Box è di nuovo il fiero rappresentante dell’unione sarda. Uno dei beniamini più amati del Cagliari, ne è ora, alla sua guida.
La Sardegna, la sua patria, ha rappresentato nella carriera Gianfranco Zola il punto di partenza  e il punto d’arrivo: Zola nasce e finisce nella sua isola. La famiglia Zola è già abbastanza addentrata nel mondo del calcio, tanto che il padre Ignazio, per un certo periodo è presidente della squadra locale, la Corrasi di Oliena. E’ proprio questo il club in cui il piccolo talento sardo inizia a muovere i primi passi calcistici. Appena diciottenne, nel 1984, inizia la sua carriera professionistica nella Nuorese.
Le prime apparizioni nel calcio di provincia attirano subito l’attenzione di personaggi del calibro di Luciano Moggi. E’ grazie al dirigente toscano che Zola viene ingaggiato dal Napoli di Ferlaino, che gli concede la possibilità di esordire in Serie A e rivestire un ruolo che si rivelerà estremamente importante per la sua carriera. Ricoprendo la stessa posizione in campo, è lui il giocatore chiamato in causa in caso di necessità per sostituire il grande Diego Armando Maradona, nel Napoli delle meraviglie degli inizi degli anni ’90. 
Nel 1993 si trasferisce al Parma, per 13 miliardi di lire, club che vive in quegli anni il periodo migliore della sua storia ai vertici della Serie A. Nella squadra emiliana guidata dall’allenatore Nevio Scala, Zola viene schierato in campo al fianco di un’altro talentuoso attaccante, Faustino Asprilla. Nella prima stagione mette sempre di più in mostra il suo straordinario talento. E’ capace di fornire preziosi assist al compagno d’attacco e di segnare anche un numero elevato di gol, ben 18, affermandosi come la seconda punta italiana più forte in circolazione. Col Parma vince nel 1994 il suo primo trofeo internazionale, la Supercoppa Europea. E’ lui il trascinatore della squadra alla vittoria della Coppa UEFA 1994/95 contro la Juve, raggiungendo solo il secondo posto in campionato dietro i bianconeri e la finale di Coppa Italia persa sempre contro la Juve. Dopo alcune incomprensioni con il neo tecnico parmense, Carlo Ancelotti, a causa della difficile coesione sportiva con   Enrico Chiesa e Hernan Crespo, iniziano in quegli anni i primi sentori che il ruolo del trequartista, del “numero 10″, non è più contemplato nei nuovi sistemi tattici molto rigidi nell’assegnazione dei ruoli.  Zola vola in Inghilterra, per giocare alle dipendenze di Ruud Gullit, il nuovo allenatore-giocatore del Chelsea. Nei Blues incontra un famoso connazionale, Gianluca Vialli.
Anche nel campionato inglese il piccolo giocatore sardo non impiega molto tempo a dimostrare di essere tra i più forti attaccanti europei: al termine della stagione 1996/97, conclusa con la vittoria della Coppa d’Inghilterra, si aggiudica il riconoscimento di miglior giocatore del campionato. La stagione 1997-98 è ancora più ricca di successi, visto che aiutò la squadra, guidata da Vialli come giocatore-allenatore, a vincere su più fronti: la Coppa di Lega, la Supercoppa Europea e la Coppa delle Coppe, nella quale segna il gol della vittoria dopo solo 20 secondi dal suo ingresso. Sono anni indimenticabili per i tifosi dei Blues. Dopo aver conquistato l’Inghilterra, Magic Box fa una scelta di cuore e va al Cagliari. Il cuore. Il cuore ha sempre ragione in uomo cosi talentuoso ma cosi radicato alla sua terra. Contribuisce nella sua prima stagione alla promozione in Serie A, facendo ovviamente la differenza in un campionato minore. I dirigenti della squadra sarda lo convincono a sottoscrivere un contratto che lo legherà fino al 2005, rimandando il ritiro di un altro anno. Nella sua ultima stagione da professionista il suo talento è ancora cristallino e la sua forma fisica ancora smagliante nonostante l’età, riesce a segnare 11 gol in 23 partite, dimostrando di essere un calciatore ancora decisivo. A fine anno vince il Pallone d’Argento 2005, premio dedicato al giocatore che nel campionato si è distinto per il suo fair play. Il grande epilogo per Gianfranco Zola arriva il 29 giugno 2005 nel quale annuncia il suo ritiro dal calcio agonistico.
Dopo due anni di esperienza con la Federazione Italiana da vice di Casiraghi, nel 2008 è assunto nel ruolo di manager dal West Ham, club londinese che porta a conquistare il nono posto in classifica in Premier League nel primo anno. Nonostante prestazioni non così deludenti, nel maggio 2010 viene esonerato. Il 7 luglio del 2012 viene ufficializzato l’ingaggio da parte del Watford, nuovo club acquistato dalla famiglia Pozzo, di Zola in qualità di manager del club che disputa la seconda divisione inglese. Dopo anni di successi e consacrazioni, ora il piccolo grande sardo è impegnato in una nuova avventura, difficile quanto accattivante, pronto, di sicuro, ancora una volta, a portare in alto la bandiera dei quattro mori.
La fortunata coppia Zola&Casiraghi è di nuovo insieme. Ovviamente I riflettori sono tutti per lui, Gianfranco Zola, e non può che essere così dato che si tratta della panchina del Cagliari Calcio. Ma osservando attentamente non può sfuggire che potrebbe trattarsi di una nuova diarchia. I due, già vicecampioni mondiali a USA 94, furono anche coppia d’attacco della nazionale agli Europei del 96 e al Chelsea nel ‘98, prima di diventare commissari tecnici dell’under 21 nel 2006. Allora era Casiraghi il primus inter pares mentre oggi i ruoli si sono ribaltati, ma quello che è certo è che i due lavoreranno fianco a fianco e che quella che verrà data al Cagliari sarà una doppia impronta.
Nonostante Giulini abbia categoricamente smentito che la sua sia una scelta di puro marketing non può sfuggire come dopo Zeman il nuovo presidente abbia trovato comunque un’altra soluzione che stuzzica l’emotività dei tifosi sardi.
Un po’ per il ricordo di Zola capitano, che a suon di giocate di classe, punizioni pennellate e gol pesanti fu il trascinatore di quel Cagliari che dieci anni fa’ guadagnò la promozione e la prima salvezza in quella serie A che da allora non ha più abbandonato, un po’ per il suo carattere e la sua storia. L’emozione dei tifosi è sicuramente un fatto positivo, perché fa’ fare il pieno al botteghino, riempie gli spalti.
Gli allenamenti di tattica sono già cominciati, ma per vedere la nuova veste del Cagliari occorrerà attendere ancora poco per cercare i punti necessari per uscire dalla zona calda della classifica, i rossoblù scenderanno in campo al barbera contro il Palermo, nel primo vero banco di prova della gestione Zola-Casiraghi.
Se Zola ha attraversato la Manica per esprimere il suo talento, anche noi, domani, attraversando il paese, possiamo seguire lo stesso esempio di un uomo che tiene alta la bandiera della ragione e virtuosità. 

2 commenti:

Riccardo Prete ha detto...

Amen

Stefano ha detto...

Secondo me Magic Box farà molto bene sulla panchina del Cagliari. Ha già dimostrato sulle panchine inglesi di essere un valido allenatore.
La dirigenza rossoblù ha fatto un'ottima scelta, anche perché Zeman ormai è superato.

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