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lunedì 2 aprile 2012

ADDIO LONG JOHN, GENIO E SREGOLATEZZA BIANCOCELESTE

La Lazio e il mondo del calcio in lutto: all'età di 65 anni è morto Giorgio Chinaglia. L'ex attaccante è deceduto nella sua casa in Florida dopo una crisi cardiaca. Chinaglia era già stato ricoverato e operato venerdì scorso per problemi che sembrava aver superato.
Classico centravanti, forte, potente, impetuoso, entrava in area palla al piede e segnava. Era tanto forte in mezzo al campo, quanto provocatore fuori. A San Siro, di fronte ai tifosi interisti, scalciò il compagno di squadra D'Amico, reo di non aver rincorso Sandro Mazzola. All'Olimpico, dopo un gol nel derby, andò ad esultare la Sud, curva dei romanisti. Al San Paolo, prima di Napoli-Lazio, salutò il pubblico di casa mostrando le corna.
Nato a Carrara, il 24 gennaio 1947, ad appena sei anni, la sua famiglia emigrò in Galles dove aprì un piccolo ristorante. Qui Chinaglia cominciò a giocare a calcio: nello Swansea, poi nel Cardiff, in prima divisione. In Italia tornò nel 1966/67, alla Massese in serie C. Poi due stagioni all'Internapoli, sempre in C, fino all'arrivo alla Lazio nel 1969/70, dove restò fino al 1976.
Nel 1971/72 Long John, soprannominato così dai tifosi biancocelesti proprio perché cresciuto in Galles, vinse la classifica cannonieri di serie B con 21 gol e riportò i biancocelesti in serie A. Proprio come giocatore di B, riuscì a conquistare un posto in Nazionale: esordio e gol in Bulgaria, il 21 giugno del 1972.
Nella stagione 1972/73 la Lazio neopromossa sfiorò lo scudetto: assieme a Chinaglia c'erano Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Vincenzo D'Amico. Nella stagione 1973/74, lui segnò 24 reti e la Lazio conquistò lo scudetto, alla penultima giornata (12 maggio 1974).
Nell'estate '74 arrivarono i Mondiali tedeschi: Long John partì titolare ma con il ct Ferruccio Valcareggi non furono tutte rose e fiori. L'allenatore azzurro lo sostituì, nel corso di Italia-Haiti, e Chinaglia lo mandò a quel paese in mondovisione. Poco dopo finì l'avventura azzurra in Germania e con lei anche quella di Chinaglia in Nazionale che, col nuovo allenatore, Fulvio Bernardini, fu utilizzato poco. In tutto, in azzurro, dal 1972 al 1975, disputò 14 partite e segnò 4 reti.
Chinaglia concluse, la sua carriera oltreoceano, al Cosmos, club newyorkese dove giocarono anche Pelè e Beckenbauer. L'avventura nel calcio statunitense durò sette anni, Chinaglia fu il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segnò 193 gol in 213 partite.
Appese le scarpette al chiodo, Chinaglia divenne dirigente a New York, per poi tornare alla Lazio da presidente. Due anni alla guida del club biancoceleste e poi le esperienze come commentatore sportivo.
La sua carriera da dirigente lo portò prima al Marsala (2000), poi al Foggia (2000-2001), quindi al Lanciano che acquisì nel 2004.
Nell'ottobre 2005 l’annuncio: Long John torna alla Lazio. La curva nord è contro il presidente Lotito, Chinaglia riabbraccia i suoi vecchi tifosi e va perfino in mezzo a loro a vedere una partita. Ma Lotito resiste.
Fino a quando, nell'aprile del 2006, si apre un'inchiesta per aggiotaggio sulla scalata in borsa alla Lazio tramite la mediazione di Giorgio Chinaglia. L'ultima bomba, la più pesante, gli arrivò da Napoli nel luglio 2008: c'è anche l'ex capitano e bandiera della Lazio tra i dieci destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip per il tentativo di acquisto della Lazio con denaro della camorra.
Poi di lui si erano perse le tracce fino all'annuncio, arrivato ieri sera, del figlio Anthony della scomparsa di Giorgio Chinaglia a seguito di problemi cardiaci.

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1 commento:

Anonimo Romanista ha detto...

Aldilà delle passioni e del tifo Chinaglia rimane un grande.
Ciao re Giorgio, ci mancherai.

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