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sabato 22 settembre 2007

GIOCARE A CALCETTO IN SILENZIO

Copioincollo da Gazzetta.it:
LONDRA (Inghilterra), 21 settembre 2007 - Quando si gioca a calcio, urlare al compagno di passarti la palla, alzare la voce con quello che ha sbagliato un gol fatto o gridare contro l’arbitro per una decisione ritenuta ingiusta fa parte del divertimento. In altre parole, la regola del silenzio è quella meno rispettata di tutte, e di stare zitti non se ne parla proprio. Ma se volete giocare a Chalk Farm, nord di Londra, dovete cucirvi la bocca e non emettere alcun suono.
DIVIETO DI PAROLA - L'annuale torneo di calcio a cinque "Top Corner", disputato sui rinnovati campi della Haverstock School, è stato, infatti, "silenziato" per disposizione della polizia, dopo le continue lamentele degli abitanti della zona per il fracasso fatto dai giocatori durante le sfide notturne.

E così da quest’anno implacabili sceriffi di quartiere presidiano le gare, e se i decibel superano la soglia consentita, interrompono le partite e mandano tutti a casa. Non solo. Per evitare il fastidioso sibilo del fischietto, agli arbitri sono stati forniti persino degli speciali fischietti a bassa velocità, che si sentono solo a breve distanza. Gli organizzatori del torneo hanno deciso di adottare queste drastiche misure per la sopravvivenza stessa del campionato, che i residenti minacciavano di cancellare per sempre. Gli abitanti del quartiere hanno, infatti, scritto diverse lettere di protesta alle autorità comunali di Camden, lamentando gli schiamazzi notturni causati dai giocatori in campo, che renderebbero impossibile dormire, e chiedendo un intervento immediato, che riportasse il silenzio nella zona. A quanto pare, gli intraprendenti cittadini avrebbero pure registrato i decibel raggiunti durante un match e, insieme alle lettere, avrebbero presentato anche un ricco dossier. In una missiva spedita ai capitani delle squadre, Paul Edwards, manager della Lega che gestisce il torneo, ha spiegato la situazione e chiesto la collaborazione di tutti per evitare di sopprimere la manifestazione: "Siamo arrivati a un punto tale per cui, se non verranno prese misure tempestive, dovremo smettere di giocare a calcio ad Haverstock – si legge sul Daily Mail – e per questo dobbiamo chiedere a tutti i giocatori di prestare la massima attenzione al rumore e di non urlare durante o dopo le gare. Se si seguiranno queste regole, potremo continuare a giocare".
MAI TROPPO TARDI - I responsabili del campionato avrebbero, inoltre, accettato di far finire le partite entro le 9 di sera (e non più alle 10 come prima). Ma la gente del posto non sembra disposta a cedere: "Hanno già fatto ogni sorta di promesse – ha tuonato Rosy Fitzgerald, a capo del comitato anti-rumore – e non ne hanno mantenuta una. Abbiamo tre associazioni di residenti sul piede di guerra e c’è persino chi ha dovuto lasciare le stanze che erano più vicine ai campi perché gli schiamazzi erano continui e sempre più forti. Siamo abituati ai rumori del traffico e alle urla dei bambini, ma non possiamo sopportare di avere tutta questa confusione ogni sera e ogni fine settimana, quando invece dovremmo solo starcene in giardino a goderci la pace e il fresco".
La notizia si presta ad alcune considerazioni. Fermo restando che gli abitanti della zona hanno le loro buone ragioni per protestare, ma come si fa a giocare a calcetto in silenzio? Chi gioca regolarmente a calcetto sa benissimo che urla, fischi e piccoli schiamazzi sono normali. Come si fa a chiamare un passaggio al compagno sottovoce? Come si può richiamare l'attenzione sull'avversario che si sta rendendo pericoloso? Esultare per un gol o sgridare un compagno sarebbe evitabile ma è una cosa che si fa quasi istintivamente perciò quasi impossibile da controllare.
Bah, per fortuna certe cose succedono solo Oltremanica. Per ora.

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