Stavamo ancora perculando i gufi, che avevano esultato troppo presto domenica a pranzo, e ci stavamo godendo la vittoria in rimonta (l'ennesima!) contro la Fiorentina, che è già tempo di pensare a Venezia-Inter.
Il turno infrasettimanale si frappone tra noi e il derby di sabato sera, ma prima c'è una trasferta da affrontare con la massima attenzione. Anche perché, da queste parti, qualche settimana fa il Napoli ci ha lasciato le penne.
Certo, la consapevolezza di essere i più forti non ci manca, ma guai a scambiare la superiorità sulla carta per una vittoria già in tasca. Il Venezia è in difficoltà e occupa l'ultimo posto in classifica, ma abbiamo visto tutti come è finita domenica contro la Fiorentina, che di punti ne ha soltanto uno in più dei lagunari.
Insomma, come sempre servirà la massima attenzione e, se possibile, il doppio della concentrazione. Perché sottovalutare l'avversario sarebbe il modo peggiore per complicarsi la vita.
Con il derby all’orizzonte Cristian Chivu potrebbe ricorrere a qualche cambio nell'undici iniziale. Tra i pali dovrebbe esserci Ivan Provedel, mentre in difesa, viste le assenze, sono candidati a partire dal primo minuto ancora una volta Bisseck, Akanji e Carlos Augusto con Alessandro Bastoni possibile alternativa al brasiliano. Sulle corsie esterne potrebbero trovare spazio Spence (sarebbe anche ora) e Dimarco, mentre in mezzo al campo Nicolò Barella, Piotr Zielinski e Stankovic (credo che finalmente meriti un’occasione dal primo minuto per dimostrare tutto il suo valore) sembrano leggermente favoriti su gli altri colleghi di reparto. In attacco i favoriti sono Bonny e Pio Esposito, con Thuram che potrebbe beneficiare di un turno di riposo in vista della stracittadina.
I numeri raccontano una tradizione favorevole ai colori nerazzurri. Nei 28 precedenti in Serie A, l'Inter ha conquistato 16 vittorie, contro i sei successi del Venezia, mentre sei incontri sono terminati in parità.
C'è poi un altro dato che alimenta l'ottimismo: i nerazzurri hanno vinto tutte le ultime quattro sfide di campionato contro i lagunari. E se allarghiamo lo sguardo alle ultime 14 partite di Serie A tra le due squadre, scopriamo che soltanto una è terminata in parità.
L'ultimo pareggio risale al 27 gennaio 2002, quando Venezia e Inter chiusero sull'1-1 con le reti di Christian Vieri e Filippo Maniero.
Insomma, la storia è dalla nostra parte. Ma, come sappiamo bene, i precedenti non scendono in campo e le partite bisogna comunque giocarle.
Lo so, scendere in campo al Penzo con il pensiero già rivolto al derby non sarà semplice. Ma non possiamo permetterci pause o distrazioni. La Lazio ha travolto il Sassuolo per 6-2 e, se vogliamo arrivare alla stracittadina da capolista, dobbiamo assolutamente vincere.
Servirà una prestazione da Inter. Anzi, sarebbe bello vederla fin dal primo minuto, così da indirizzare subito la partita e non spremerci come limoni fino all'ultimo secondo.
Vincere in rimonta può essere esaltante, per carità. La scarica di adrenalina, l'urlo liberatorio al gol decisivo, la soddisfazione di averla spuntata quando tutto sembrava complicarsi: sono emozioni che noi interisti conosciamo bene. Ma, per quanto mi riguarda, niente è più bello e mi rende più felice di una vittoria in scioltezza. Soprattutto quando, tre giorni dopo, c'è un derby che ci aspetta.
La missione è semplice da raccontare e, si spera, anche abbastanza semplice da realizzare: vincere, mantenere il passo delle rivali e presentarci al derby con altri tre punti in tasca.
Perché lo scudetto si costruisce anche così: superando gli ostacoli meno appariscenti, senza distrazioni e senza perdere di vista l'obiettivo.
Non siete d'accordo, miei giovani virgulti nerazzurri che andate in campo? FORZA INTER !!!
ENTIUS. Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Appassionato di calcio da quando i Mondiali di Italia ’90 gli cambiarono la vita. Ha deciso che scriverà un libro prima o poi.


1 commento:
Niente distrazioni, che la famosa "enculada" è sempre dietro l'angolo.
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