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martedì 25 novembre 2014

Le Coq Sportif, partnership vincente.



Le tradizioni risalgono ad epoche remote, ma poiché perdurano nel tempo, acquisiscono un carattere duraturo e di piena credibilità; andando a ripescare dagli albori della civiltà europea, creiamo un ponte di collegamento tra un peculiare popolo dell’Impero Romano e la storia contemporanea di tratto distintivo di una nazione intera e di uno dei suoi brand maggiormente iconico.Il bene che sconfigge il male, il candore della luce contro le tenebre dell’oscurità. Una rappresentazione sicuramente filosofica del simbolo dell’orgoglio francese; in questa credenza popolare si colloca la figura del gallo del logo che caratterizza l’emblema transalpino.
Originariamente si attinge dalle origini galliche della nazione, per giustificare le origini di tale simbologia, ma in passato si è anche adottata un’interpretazione linguistica a causa dell’assonanza tra gallus(gallo) e Gallus (colui che abita nella Gallia).  Sin da allora, gli acerrimi nemici  della Francia sparsi per il mondo,credevano che fosse  solo un atto irrisorio,ma proprio quella sfrontatezza che contraddistingue il popolo transalpino ha suggellato il simbolo d’effige francese.
Ora troviamo il punto di contatto odierno. Contestualizziamo la virtù più importante dell’essenza del “galletto” francese alle leggi del marketing e delle politiche economiche – sportive ed il gioco è fatto.


Le Coq Sportif è un marchio francese che deve il suo nome al simbolo della nazione, il Gallo, che diventa in questo caso "sportivo". Ed appunto, un gallo stilizzato costituisce il logo del marchio celebre a livello mondiale. La storia dell’azienda ha inizio nel lontanissimo 1889, quando Emilie Camuset, fondatore del marchio, apre il suo maglificio e inizia a produrre maglie in jersey per i ciclisti. Nel 1939, viene ideata la prima tuta sportiva della storia, inizialmente definita come ‘il vestito della domenica’. Si lavora alacremente nello stabilimento e nel 1951, grazie alla tecnologia e al design sviluppato, Le Coq Sportif diviene fornitore ufficiale delle maglie del Tour de France.Da lì in poi, il mondo dello sport si lega al galletto.

Controllato dal fondo svizzero di investimenti Airesis, dopo aver operato in Francia, Spagna e Italia, le Coq Sportif opera ora direttamente in Gran Bretagna. In Germania, Benelux, Scandinavia e Austria il marchio è distribuito tramite i partner di licenza. Il numero 1 nel settore del ciclismo agonistico ha di recente dato il via anche ad altre attività effettuando notevoli investimenti nei propri punti di vendita al dettaglio ed è oggi presente con 41 negozi tra Australia ed Europa (9 solo in Francia). Tuttavia, grazie alla più recente apertura del flagship store di Milano, l’espansione in questo segmento è ben lungi dall’essere completa: altri 3 negozi, tra i quali i flagship di Londra e Barcellona, si aggiungeranno entro la fine dell’anno. «Il nostro obiettivo primario è quello di sedurre sia il consumatore finale che i nostri partner di vendita al dettaglio – tramite la presentazione della merce e l’impatto visivo in generale», ha spiegato recentemente il Ceo del brand.



L’esordio nel calcio arriva nel 1958. Guidata da Raymond Kopa al Mondiale di Svezia ’58, consacrato miglior giocatore della competizione, la nazionale francese di calcio sfoggia una maglia blu reale firmata Coq Sportif per portare a segno il suo miglior risultato in un mondiale fino a quel momento, classificandosi al terzo posto dell’edizione svedese del torneo.Nel 1976 un altro importante risultato e una vetrina eccezionale per il marchio francese. La maglia verde decorata con il gallo simbolo di Le Coq Sportif accompagna infatti i giocatori dell’AS Saint-Etienne nella loro formidabile ascesa fino alla finale di Coppa dei Campioni. Una divisa leggendaria ancora oggi.
Ma, come spesso si dice,il meglio deve ancora venire. Nel 1982 è Coq Sportif a sponsorizzare la maglia dei Campioni del Mondo dell’Italia guidati in panchina da Enzo Bearzot. In una magnifica maglia azzurra firmata Le Coq Sportif, la nazionale azzurra infatti ottiene il terzo titolo di campione del mondo di calcio durante l’edizione spagnola del mondiale. E’ la consacrazione definitiva per l’azienda francese, ormai divenuto un brand solido e conosciuto a livello planetario.
Quattro anni nuovamente, dopo la fortuna esperienza italiana, a Città del Messico, l’Argentina è ai vertici del calcio mondiale. Il suo leader, Diego Maradona, segna un gol leggendario ai quarti di finale contro l’Inghilterra, anzi due, considerando anche la controversa e discussa “mano de Dios”. La divisa biancazzurra dell’Albiceleste, firmata Le Coq Sportif, diventa immortale, quando Diego e compagni alzano al cielo la coppa battendo la Germania in un match emozionante, finito 3-2. 
Ora, il possibile, grande, ritorno laddove l’azienda è cresciuta in termini di notorietà e si è consacrata in ambito sportivo. Sembra infatti che il noto marchio transalpino possa fare rientro nel calcio che conta, in particolare in quello italiano, e dalla porta principale. La Fiorentina infatti starebbe pensando di cambiare sponsor, oggi la spagnola Joma, già da tre anni insieme al club viola, e avrebbe iniziato le negoziazioni con diversi brand famosi e attivi nel settore per rimodellare l’immagine delle divise ufficiali. Le Coq Sportif sembra la candidata che avrebbe vinto il ballottaggio.
Mario Cognigni infatti, presidente della Fiorentina, ha dichiarato che “dal prossimo anno la Fiorentina sarà legata ad una marca che non nessun’altra squadra in Italia possiede”.Sarebbe dunque il ritorno alle origini, la rivendicazione di vecchi tempi in cui il marchio con il galletto godeva di ammirazione, prestigio e di una reputazione davvero senza eguali nel mondo dello sport, soprattutto nel calcio. Mancherebbe solo l’annuncio ufficiale, da quanto si apprende su diversi siti italiani, al netto di improbabili dietrofront dell’ultima ora.
Per Le Coq Sportif, il probabile accordo con la Fiorentina segnerebbe un vero e proprio ritorno nel calcio italiano. L’azienda infatti ha recentemente firmato le divise dell’Udinese per un triennio, dal 2002 al 2005, e quelle dell’Ancona, nella stagione 2003-2004.
La sfrontatezza e il coraggio del galletto è di nuovo sulla scena. Chissà se ci aspetta  un’emozionante stagione ricca di gioie a tinte viola?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma vi documentate prima di scrivere? Questo articolo presenta parecchie inesattezze...
Bah...

Marco Ianne ha detto...

Sono lieto di ascoltare e correggere le inesattezze scritte da me; è bello confrontarsi.

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