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martedì 24 marzo 2015

Nike Academy (Football Club)



Lorenzo Negro, giovane difensore italiano, nella recente sessione invernale di calciomercato è stato tesserato dal Virtus Entella (società che attualmente milita in cadetteria e, di recente, venuta alla ribalta per vicende extra calcistiche che hanno coinvolto il presidente Antonio Gozzi). Il nuovo giocatore della difesa, proviene da una realtà innovativa, e non da un club, come le usuali trattative del mercato. Dalla Nike academy inizia la storia del talentuoso Lorenzo. La Nike Academy è, infatti, un programma professionale full-time con sede a St. George's Park, centro sportivo della Federazione Calcio Inglese, in cui i migliori giovani talenti di tutto il mondo si allenano e perfezionano la tecnica. Entrando a far parte del programma, gli aspiranti campioni hanno inoltre l’opportunità di mostrare le proprie capacità durante le sfide programmate nel corso della stagione con squadre professionistiche di tutto il mondo. Il giovane italiano non è l’unico caso di debutto nel mondo professionistico. Una goccia nell’immenso oceano, ma non è la sola. Fino al 1982, la multinazionale americana, si era occupata esclusivamente di creare abbigliamento sportivo, ma a quel fatidico anno risale la prima sponsorizzazione e il primo contratto con un giocatore, Ian Rush, precisamente, come proprio uomo immagine. Ma la vera irruzione nel mondo del calcio resta il contratto con la nazionale di calcio del Brasile, che debuttò con la maglia verde-oro firmata Nike ai Mondiali di Francia ’98. Da quella prima firma siglata su un foglio bianco, Nike contende il primato mondiale come marchio d’eccellenza, per ogni genere di sport, ad Adidas, il colosso tedesco.

venerdì 13 marzo 2015

Ciak, si gira! La jersey cam è il futuro

 
Finalmente anche nel tradizionalista mondo calcistico si diffonde tacitamente l’evoluzione tecnologica.
L’annuncio dell’esperimento di Iniesta, il quale andrà in campo con una telecamera incorporata nella maglia è solo l’ultimo di precedenti tentativi già diffuso in altre discipline come il basket o l’hockey. Lo scopo di tale modifiche è ufficialmente quello di  migliorare le prestazioni degli atleti ma, sostanzialmente, in futuro garantirà un nuovo strumento per portare lo spettatore televisivo, ovvero il principale fruitore, a vivere l’avvenimento in prima persona in quella che in gergo si definisce “modalità pov ”. Recentemente è arrivata la disponibilità data dalla Mls, il massimo campionato di calcio Usa, ad usare le telecamere indossate ai giocatori, per attrarre maggiormente lo scettico pubblico americano. Ciò detto, gli esperimenti coinvolgono anche il Vecchio Continente.

martedì 24 febbraio 2015

Il dilemma della monoposto e il RB Lipsia

 
Il dilemma calcistico che arrovella il rigoroso ordine di pensiero germanico, divenuta una circostanza non più opinabile, ha origine nel recente passato; la collocazione temporale in questione, più precisamente si può far coincidere con l’ascesa globale di un noto brand commerciale.
Colleghiamo qualche filo di connessione logica e il perfetto thriller è servito.
Ha più fascino una vecchia locomotiva giallo-blu indubbiamente retrò e di bellezza neorealista, ricolma di speranze verso un degno futuro, ma strettamente legata all’immobilismo conservatore o la sensualità accattivante di una rossa e sfrecciante monoposto, diretta al successo senza inutili compromessi, e sprezzante del pericolo come un feroce toro dinnanzi alla sua preda ?
Tale dilemma imperversa nella realtà germanica da circa un decennio.Passatemi il paragone motoristico, ma ben rappresenta le ultime vicissitudini dell’ex Germania Est.
Siamo in Sassonia. Lipsia. Baluardo di sperimentazione, epicentro di cambiamenti, fondamentale ubicazione economico-politica, e non ultima per importanza, fattore predominante nelle origini del calcio tedesco. Le squadre storiche e maggiormente blasonate della città sono il Chemie Lipsia e il Lokomotive Lipsia. A voler proprio essere antologici, troviamo anche il VFB Lipsia, fondato nel 1896, il quale vinse non a caso il primo titolo tedesco della storia, battendo in finale nettamente il DFB Prag, che era la squadra della comunità tedesca trasferitasi a Praga. In realtà le vittorie in campionato della compagine di Lipsia divennero poi anche altre in quegli anni pioneristici per i teutonici, con le susseguenti affermazioni in campionato nel 1906 e nel 1913. Tuttavia, dopo la divisione della Germania, il Lipsia si trovò in pianta stabile nella Oberliga ed a partire dal 1965 assunse il nome di Lokomotive Lipsia, che in qualche modo avrebbe fatto sognare i tifosi della città. La Lokomotive nacque in pratica dall’unione del VFB Lipsia e della Rotation Lipsia ed era per il regime la squadra di punta della città, anche ai danni del Chemie. Infatti, i migliori talenti dello stesso Chemie venivano trasferiti alla Lokomotive nell’intento di allestire una squadra vincente ed in grado di primeggiare.

mercoledì 18 febbraio 2015

Altrove, c'è, l'altrove. Empoli, Cesena e Parma

Il sentimento, l’emozione e la paura. Gli sprazzi della bellezza. Ed infine il miserabile squallore. Talvolta si deve correre il rischio di essere sinceri.
Allora se la normalità è una specie di sogno indecifrabile, qui siamo difronte alla follia.
Questa volta, voglio correre il brivido della verità.
Juve e Roma, rappresentano due donne. Misteriose e affascinanti. Donne, dalle quali siamo molto attratti, ma talvolta, impauriti scappiamo.
Ed allora, come la follia del primo amore, siamo infatuati, dalle incredibile scoperte che si manifestano sotto i nostri occhi inconsapevolmente,
Al di sopra del chiacchiericcio del potere, altrove,c’è l’altrove.
Altrove è sinonimo di provincia.

martedì 10 febbraio 2015

Gli elefanti, in punta di piedi, sul tetto d'Africa


La nazionale di calcio della Costa d’Avorio ha vinto domenica 8 febbraio la Coppa d’Africa 2015 ai rigori contro il Ghana, nella finale giocata a Bata, in Guinea Equatoriale ; la finale è finita 0-0 dopo i tempi regolamentari e supplementari ed è stata decisa dopo 22 rigori dall’errore del portiere del Ghana.
Costa d'Avorio-Ghana è sicuramente un classico del Continente Nero. A testimoniarlo sono anche i trentanove precedenti esistenti tra le due formazioni: tredici incroci nel massimo torneo africano per nazioni (fase finale e qualificazioni), due confronti nelle qualificazioni iridate riservate all'area CAF, dieci sfide in rassegne minori a carattere locale e ben quattordici gare con in palio soltanto l'onore. In totale equilibrio il computo complessivo della sfide: quattordici successi degli Elefanti, altrettante affermazioni delle Black Stars, undici invece i pareggi.

giovedì 5 febbraio 2015

La Coppa Carnevale 2015, vetrina per giovani talenti

Di solito il torneo di Viareggio è un talismano ben augurante per calciatori ed allenatori in rampa di lancio e che poi riescono nel salto del calcio che conta. E' successo a centinaia di talenti che poi hanno militato in Serie A e in Nazionale. A volte - è raro, ma capita - il grande salto lo fanno gli allenatori. Come è successo in questi incredibili dodici mesi a Pippo Inzaghi che un anno fa alzava sorridente la Viareggio Cup 2014 dopo la trionfale cavalcata col Milan baby e ora si ritrova a guidare il Milan. Quello vero.
Si è svolto da poco il sorteggio degli otto gironi della 67ª edizione della manifestazione internazionale che si giocherà dal 2 al 16 febbraio 2015.
Il Torneo Mondiale di Calcio "Coppa Carnevale" nacque nel 1949 come Torneo Giovanile Internazionale di calcio "Coppa Carnevale", per iniziativa e merito del Centro Giovani Calciatori, che sempre ne ha curato l'organizzazione.
Prologo alla "Coppa Carnevale" fu un torneo cittadino a dieci squadre, che coinvolse quattro società, la Libertas, l'Assi, il G.S. Fervet, il Cro-Marco Polo e sei bar, il Lencioni, che lo vinse, il Fattore, l'Iskra, il Piemonte, il Mori e il Roma di Torre dei Laghi.
Fin dalla prima edizione il torneo si caratterizzò come "Under 21". Le squadre invitate furono sette italiane e tre europee. Dalla Francia arrivarono l'Olympique di Nizza e il Rapid di Mentone; dalla Svizzera, il Bellinzona. Le italiane furono equamente ripartite al Nord (Milan), al Centro (Sampdoria), al Sud (Lazio); quattro le squadre toscane, Fiorentina, Livorno e Lucchese, più il Cgc-Viareggio.

sabato 31 gennaio 2015

Sub 20, Uruguay 2015

Come la globalizzazione economica crea ricchezza ed opportunità sociali a livello planetario? Può considerarsi come un’energia positiva in ausilio delle nazioni abbiette, secondo la visione europeista, in grado di modificare la disastrosa situazione finanziaria aggregandosi ed attingendo nuove risorse dai mercati mondiali? Oppure, tale fenomeno crea ulteriori squilibri, andando a privilegiare esclusivamente una stretta cerchia di superpotenze. Una parziale risposta a questo quesito, può venire da un’ esemplificazione  realistica, quale il calcio, in grado di rappresentare alcune dinamiche degli andamenti planetari.
Contestualmente ad un apertura delle frontiere dei club europei, ed una regolamentazione FIFA più permissiva in merito al tesseramento di extra comunitari, il calcio è divenuto globale. 
Sempre più presente la forza Africana, che è andata ad aggiungersi al tradizionale stuolo di atleti sudamericani in forza alle squadre del Vecchio Continente.
Risulterà ormai inusuale parlare di un cal­cio sudamericano, piuttosto che mitteleuropeo o britanni­co, ma ad inizio 900, le distin­zioni avevano specifiche connotazioni.
Si trat­tava di movimenti calcistici lontani fra di loro, nati in epo­che diverse e, soprattutto, cre­sciuti e maturati in humus completamente differenti. An­che se tutti hanno avuto, più o meno direttamente, la stessa origine: l'Inghilterra. Dal Regno Britannico, infatti, il cal­cio si è propagato a macchia d'olio primai n Europa e poi in Sudamerica, dove gli inglesi hanno letteralmente trapian­tato il football fondando alcu­ne delle squadre che hanno fatto la storia, ma un grande contributo è arrivato anche dagli italiani, fondatori - tra le altre - dell'argentina Boca Juniors e della brasiliana Palmeiras. Nacquero, però, tre scuole calci­stiche tra le più forti del mondo: l’ argentina, la brasiliana ed infine quella uruguagia.
Europa e Sud America un legame indissolubile. I migliori giocatori della storia di questo sport hanno avuto rispettivamente origine in Argentina e Brasile. Difatti, nei club europei, l’attività di scouting riceve grossi incentivi affinchè si possano trovare i nuovi tangheri del calcio occidentale.

lunedì 26 gennaio 2015

Un girovago sovrano, David Trezeguet

L’ ultimo segno, contro il moto infinito e perpetuo, rimane l’acquisire velocità e sostanza; se non forma, nella testa; se non nel senso, per il cuore, quel nostro cuore emotivo, o di quella testa che crede, cerca, ma perde la cognizione temporale. Così l'uomo, si muove freneticamente, a differenza delle cose diverse da lui, diverso egli stesso da sé stesso, continuando ma seguendo la politica del tempo.
Le lancette corrono, e se gli altri mutano, ci sono alcuni frammenti che rimangono impressi. Un insieme di movimenti ritmici ed armoniosi che delineati su un prato verde disegnano giravolte memorabili. E se la testa è collegata al cuore. C’è un uomo che ha fatto muovere freneticamente gli impulsi intellettuali collegati all’irrazionalità di un gioco chiamato pallone. Un supersantos nelle strade del Rioplatense. Il pallone diventato vocabolario di un esperanto, linguaggio universale che unisce tutti i popoli, soprattutto quelli poveri, che per giocare hanno solo bisogno di ricercare la voglia e di una semplice pelotas.E ora, al passato, ci voltiamo. La curiosa creatura, il quale, al guardarla ci conduce, talvolta, all’estasi.
Un tanghero in blues.
Un girovago sovrano.
Colui che ha scritto il suo destino tra Sud America, Europa ed Asia.
Un inarrestabile romantico del calcio come simbologia d’appartenenza.
Sudore, sacrificio, concretezza numerica ed infine affermazione.
Un esemplare quasi estinto.
Le roi
David Sergio Trezeguet.

lunedì 12 gennaio 2015

Neapolitan blues declinato nell'azzurro


Il neapolitan blues declinato nell’azzurro del San Paolo, risuona in un’atmosfera magica ed surreale. Sessantamila al San Paolo celebrano  un simbolo, apparso, da sempre, come un  cantore della napoletanità nel collegamento tra il vecchio e il nuovo mondo, Pino Daniele. Le platee azzurre, sono innervate con eguale, passionale temperamento ,tanto simile a quello dei vicoli dei Quartieri Spagnoli, nei quali, talvolta, risuona il rhythm blues.L’orgoglio e le paure di una città intera. E cosi nell’uggiosa serata di ieri anche quando sono partite le note di Napul’è l’allegria e la malinconia erano mescolate. Un San Paolo infuocato, strapieno come ai tempi d'oro concilia il via a la sfida. 
L’inequivocabilità dei numeri segna 1-3, ma ora, più che mai, Napul’è, Pino Daniele.

sabato 3 gennaio 2015

Il barone e la saudade, Gianfranco Zola.

E a saudade, é um sentido do coração que vem da sensualidade, não da razão, e faz sentir às vezes os sentidos da tristeza e do nojo. Il re portoghese, colto e malinconico, Duarte, descrive cosi la saudade: E la saudade, è un senso del cuore che viene dalla sensibilità, non dalla ragione, e fa sentire a volte i sentimenti della tristezza e del dispiacere.
La genesi del sentimento della saudade è storicamente collegata a grandi paesi che si affacciano sul mare. I grandi viaggi intensificano il senso di malinconia e solitudine di cui erano pervasi tanto coloro che partivano quanto coloro che restavano. Dinnanzi all’immensità del mare e del cielo, si alimenta il desiderio, il desiderio di rivedere colui che è partito per andare incontro all’ignoto.

La storia di Magic Box, Sir Gianfranco Zola, si intreccia un po’ con lo spirito struggente della saudade. La terra sarda, isola felice, ma talvolta dimenticata, ha dato i natali a Magic Box, ed un'altra isola, stavolta quella inglese, ha affermato la gloria di un piccolo Colombo dei nostri giorni.

venerdì 19 dicembre 2014

Jeremy Menez, fino a qui tutto bene


La rabbia di una gioventù francese, figlia dell’immigrazione che imperversa nelle banlieue parigine è lo sfondo iniziale di una storia di un bambino un po’ indisciplinato, ma con un talento innato.
La società parigina di inizi anni 90’ è all’orlo del collasso in alcune sue zone nevralgiche. Episodi di violenza urbana sono all’ordine del giorno. Le rivolte evidenziavano le tensioni tra le grandi città benestanti e le loro banlieue tristemente ghettizzate ; gli immigranti che non sono mai stati pienamente integrati nella società francese, sono divenuti sottoclasse per disperazione.
E cosi il malcontento giovanile era un sentimento assai diffuso, spesso sintomo di disagio esistenziale. Per alcuni ,la via di fuga è stata quella di inseguire un sogno, dando calci ad un pallone.
Vite sregolate, cuore caldo e testa fredda.
Ecco come ragazzi di strada, come Jeremy Menez o Paul Pogba, affamati di successo scalano velocemente la ripida salita dell’universo calcistico. Il percorso è cosi un climax verso l’affermazione al di fuori delle banlieue.

martedì 16 dicembre 2014

Que vinca o que pierda solo y un equipo en Avellaneda, El Racing

Alle foci del Rio della Plata, nella caotica e vibrante Buenos Aires, nei vicoli selciati dei sobborghi, nelle facciate secolari delle case d’immigranti, nei bar, nelle librerie e negozi di dischi del centro, nei saloni di tango e milonghe, il calcio e il tango rappresentano l’orgoglio di un intero paese.
Il calcio in Argentina, è una paragonabile ad una fede. A tali manifestazioni sportive partecipano migliaia di tifosi dai gradini degli stadi, dalle strade dei quartieri, allentando la squadra del cuore con i canti e i colori che la rappresentano. Uno sport palpitante e oltre tutto un vero spettacolo. il fervore si rispecchia in special modo nella capitale albiceleste.
Le due principali squadre argentine sono Boca Juniors e River Plate di simili origini territoriali, le quali sorsero sulle rive del Riachuelo, ma l’altra  grande rivalità  stracittadina è rappresentata da quella che va in scena all’Avellaneda.

venerdì 12 dicembre 2014

L'animo nobile della Superba

Genova è una nobile. E’ chiaro che come tutti i nobili, talune volte va in decadenza e altre volte risale. Petrarca l’aveva definita superba. “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova.”
La città, posata in un ideale palcoscenico che dà vita ad uno spettacolo superbo, si ritrova ad avere come platea le onde del mar Ligure.
La leggenda vuole che il nome Genova derivi dal nome del dio romano Giano, perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano.
L'immagine ambivalente del Giano bifronte, che guarda al passato e vede il futuro, Genova - città proiettata al futuro ma che sa guardare al proprio passato - la rispecchierà sempre, anche nei suoi simboli.
Se fino ad ora, la Milano, un tempo celebrata come la Scala del Calcio europeo, era rinomata in tutto il continente per le sue due sfidanti cosi diverse ma cosi dominanti, aveva lo scettro di centralità calcistica nazionale, ora quel ruolo di controllante si è tramutato in un fenomeno da sterile periferia.

lunedì 8 dicembre 2014

Leeds United, rain cats and dog.


Rain cats and dogs.
Piove sul bagnato nello Yorkshire.
Dopo l’ennesima debacle a Portland Road,nell’ultima giornata di Championship, gli Whites confermano la propria fragilità lontano da Elland Road.
Ma non è finita qui.
La Football League, il cui presidente è tale Shaun Harvey, ha “disqualify owner Massimo Cellino and ask him to step down from the club as an owner and director”. In pratica la FL, dopo aver ricevuto le motivazioni della sentenza sul caso Neile, ha ritenuto Cellino colpevole di comportamento disonesto ed ha quindi giudicato il Presidente non in linea con i principi che regolano il “fit and proper test” a cui ogni proprietario o direttore di club deve sottoporsi.
Il presidente Cellino, in carica da Febbraio, avrà 14 giorni di tempo per presentare appello contro la decisione. Sono invece 28 i giorni concessi per abbandonare ogni carica all'interno del club. In base alle leggi inglesi la condanna comminata dal giudice Lepore, per il caso Nelie, potrà dirsi scontata a partire dal prossimo 18 marzo. Da quella data quindi Cellino potrebbe tornare a pieno titolo proprietario o direttore del club. La Football League avrebbe anche “suggerito” al Leeds di rimuovere Cellino dal suo ruolo proprio fino al 18 marzo data in cui, scontata la pena, tornerebbe ad essere “fit and proper”. La situazione che si verrebbe a creare però è stata definita in una nota ufficiale del Leeds United come “destabilizzante per il club, i tifosi e gli sponsor”.
I prossimi giorni  chiariranno le prossime mosse in una vicenda che, anche alla luce della lettera inviata da David Haigh alla FL (nella quale l'ex GFH sostiene la dubbia provenienza dei soldi utilizzati dalla banca per comprare il club), sembra ancora lontanissima da una soluzione.
A questa vicenda, che ha gia dei connotati thrilling, si deve aggiungere un provvedimento che negli ultimi giorni è stato profilato al club.

sabato 6 dicembre 2014

La Meglio Gioventù, Manolo Gabbiadini



La sessione di calciomercato invernale è alle porte e le prime indiscrezioni trapelano dagli addetti ai lavori.
Il nome più gettonato di questi giorni sembra proprio essere quello di Manolo Gabbiadini, dato in uscita dalla Sampdoria dopo un anno e mezzo in blucerchiato e accostato principalmente a Tottenham e Napoli. Un lasso di tempo breve, quello finora trascorso a Genova, ma in cui il 23enne mancino ha dimostrato con sempre maggiore continuità quel talento che gli era stato riconosciuto fin dalle giovanili.Dal momento in cui è arrivato alla Sampdoria, Gabbiadini ha visto aumentare le statistiche più importanti per il suo gioco, confrontato con i rendimenti dalla stagione 2012-2013 con la maglia del Bologna.
Dal Bologna ad oggi, Gabbiadini ha raddoppiato la propria media gol passando dallo 0,2 in rossoblù al 0,4 di quest’anno in cui ha segnato 4 reti in 10 presenze.
 La sua pericolosità dalla distanza non fa altro che renderlo più difficile da marcare per un difensore che non sa quale soluzione Manolo potrebbe scegliere.
l miglioramenti sono lampanti anche nei calci piazzati imposti da un mastro nei tiri da fermo come Mihajlovic.



mercoledì 3 dicembre 2014

Il destino del Piccolo Principe, Miralem Pjanic


Bellezza irreale. Una bellezza di un genere difficilmente eguagliabile. Arrogantemente eccessiva, eppure essenziale.  E se fosse vero che : “ la bellezza salverà il mondo “,  allora la storia di ognuno di noi si incrocia, seppur in maniera impercettibile, con  il bisogno, talvolta, di esprimersi artisticamente.
Il destino del Piccolo Principe è il segno di come,  il fato a volte scelga traiettorie imprevedibili per scrivere pagine importanti della vita. Ma come in ogni forma d’arte, le proporzioni donano il giusto equilibrio nella globalità di un capolavoro. 
Iniziamo proprio dalle proporzioni, le proporzioni umane di un prodigioso giramondo.
La cultura sviluppatasi nel Mediterraneo è una cultura basata su specifiche doti, abilità pressoché intellettuali, ma anche attitudini comportamentali che garantiscono un spirito di sopravvivenza innato.

mercoledì 26 novembre 2014

11+11 = 6, L'equazione del calcio zemaniano.


L’ultimo 3-3 in campionato della squadra sarda, racchiude l’equazione matematica del prototipo del calcio zemaniano : 11+11=6. Due squadre che si fronteggiano a viso aperto, agonismo estremo, zero tatticismi, tensione sportiva, emozioni impagabili. Un percorso adrenalinico con minutaggio prestabilito, 95 minuti di teatralità visiva. 11+11 = 6; L’addizionale per le statistiche del calcio, per le quotazione dei bookmakers; la fenomenologia dell’ estasi per tutti coloro i quali incappano in uno stadio roboante, inconsciamente consapevole di quanto si può inscenare sul rettangolo verde. Zednek Zeman, il giocoliere del calcio italiano, dallo stile unico nel suo genere.
L’equazione dell’espressione ha la sua massima espressività per rappresentare il calcio del boemo ed è : “Il risultato è casuale, la prestazione no.”
Tanti gol, una rimonta quasi impossibile da effettuare, disattenzioni difensivi, spettacolo in attacco ed infine giovani interpreti che modellano gli insegnamenti ricevuti e dettati da un maestro, oltre che un mister. Una panoramica dell’universo Zeman. In passato molte sue partite hanno rispettato questi canoni, canoni di una poetica bellezza, tratti distintivi, norme rigorose che hanno lo scopo di ottenere un equilibrio compositivo in modo da giungere ad prestazioni che rasentino la perfezione e armoniosamente proporzionate nell’ irrazionale, se vogliamo. Un concetto evolutivo di calcio che ha influenzato la società del pallone e difficilmente ne subisce gli influssi degli avventori più diffidenti.

martedì 25 novembre 2014

Le Coq Sportif, partnership vincente.



Le tradizioni risalgono ad epoche remote, ma poiché perdurano nel tempo, acquisiscono un carattere duraturo e di piena credibilità; andando a ripescare dagli albori della civiltà europea, creiamo un ponte di collegamento tra un peculiare popolo dell’Impero Romano e la storia contemporanea di tratto distintivo di una nazione intera e di uno dei suoi brand maggiormente iconico.Il bene che sconfigge il male, il candore della luce contro le tenebre dell’oscurità. Una rappresentazione sicuramente filosofica del simbolo dell’orgoglio francese; in questa credenza popolare si colloca la figura del gallo del logo che caratterizza l’emblema transalpino.
Originariamente si attinge dalle origini galliche della nazione, per giustificare le origini di tale simbologia, ma in passato si è anche adottata un’interpretazione linguistica a causa dell’assonanza tra gallus(gallo) e Gallus (colui che abita nella Gallia).  Sin da allora, gli acerrimi nemici  della Francia sparsi per il mondo,credevano che fosse  solo un atto irrisorio,ma proprio quella sfrontatezza che contraddistingue il popolo transalpino ha suggellato il simbolo d’effige francese.
Ora troviamo il punto di contatto odierno. Contestualizziamo la virtù più importante dell’essenza del “galletto” francese alle leggi del marketing e delle politiche economiche – sportive ed il gioco è fatto.

venerdì 21 novembre 2014

Il Parma e la spensieratezza degli errori virtuosi

Hernan Crespo, Sebastian Veron, Faustino Asprilla, Luigi Apolloni, Enrico Chiesa, Lilian Thuram, Dino Baggio, Hristo Stoichckov, Tomas Brolin, Lorenzo Minotti e Massimo Crippa. Non è certamente l’undici iniziale della squadra allenata dal mister Donadoni, ma vecchie glorie che hanno costellato il firmamento dei ducali. La storia moderna della squadra parmense, inizia in un clamoroso derby contro la Reggiana nel 27 Maggio 1990. A stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra, l ’ indimenticato presidente Ernesto Ceresini, viene meno sconvolgendo l’intera compagine locale. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa,proprio il sopracitato derby,il tanto desiderato quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo. Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, la Parmalat di Calisto Tanzi. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.
Da neopromosso, il Parma esordisce in Serie A con un sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa U.E.F.A.. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa.

venerdì 14 novembre 2014

NEW YORK FC, IL NUOVO PROMOTER DEL SOCCER NEGLI STATES

«Mi innamorai del calcio come mi sarei innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé», scriveva Nick Hornby in “Febbre a 90°”.
Oggi è un popolo intero che si sta innamorando dello sport più seguito al mondo, che negli Stati Uniti aveva sempre faticato a decollare, surclassato dal football, dal baseball, dal basket e dall’hockey. Sono passati vent’anni da quando il calcio è sbarcato nuovamente in America. Di fatti, nella capitale newyorkese qualcosa si sta muovendo.
Il New York City FC ha rivelato la nuova maglia per il prossimo anno di MLS e ad un primo impatto la divisa ufficiale è molto familiare, se non quasi identica, alla tradizionale casacca dei Citizen in Premier League. Questioni di sponsorizzazioni? È facile da ipotizzare. Il club, di proprietà in collaborazione con il Manchester City ed i New York Yankees, hanno deciso di adottare il classico celeste con rifiniture di bianco andando cosi a richiamare una sorprendente somiglianza con la maglia della città di Manchester, sponda City.