domenica 2 dicembre 2012

INTER, UN COLPO DI FORTUNA CHE VALE TRE PUNTI

Serie A 2012-2013 – 15^ Giornata
INTER - PALERMO 1 - 0
74' Garcia (aut.)

INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti (19' st Nagatomo), Gargano, Cambiasso (36' st Mariga), Pereira; Coutinho; Palacio, Milito (19' st Guarin).
A disposizione: Castellazzi, Belec, Jonathan, Silvestre, Mbaye, Romanò, Duncan, Benassi, Livaja.
All: Stramaccioni.
PALERMO: (3-4-2-1): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Pisano; Ilicic (31' st Budan), Brienza (23' st Giorgi), Dybala (34' st Zahavi).
A disposizione: Benussi, Brichetto, Milanovic, Cetto, Goldaniga, Labrin, Rios, Viola, Sanseverino.
All: Gasperini.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.

Ci vuole un goffo autogol per permettere all’Inter (la solita pessima Inter delle ultime settimane) di portare a casa i tre punti.
Stramaccioni dà spazio a Coutinho dietro le punte e, quasi a sorpresa, preferisce Pereira a Nagatomo sulla fascia sinistra. Il primo tempo succede poco o nulla. L’impatto dell’Inter sulla gara è buono ma dopo 10-15 minuti si spegne. Coutinho cerca di darsi da fare ma con scarsi risultati, Palacio e Milito non sono da meno. Dall’altra parte il Palermo fa poco o niente per creare pericoli alla porta nerazzurra. Poco ci manca che Handanovic e Ujkani si mettano a giocare a battaglia navale per ingannare il tempo.
Stesso copione nella ripresa con l’Inter che però cerca di rendersi un po’ più pericolosa (vanamente). Stramaccioni finalmente si decide a cambiare qualcosa e getta nella mischia Nagatomo e Guarin. Ad uscire, inaspettatamente, sono Zanetti e Milito. Il centrocampo diventa a cinque e il peso dell’attacco passa sulle spalle di Palacio e Coutinho.

sabato 1 dicembre 2012

RAGAZZI, NIENTE SCHERZI SERVONO I TRE PUNTI

Quattro gol in una partita. Provaci ancora Diego
Per la prima volta da quando si è seduto sulla panchina nerazzurra Andrea Stramaccioni deve far fronte ad un periodo di leggera flessione della squadra nerazzurra. Dopo la fantastica serata di Torino il nostro score è impietoso. Una vittoria con il Partizan e poi tre sconfitte (inclusa quella di Kazan) e un pareggio in casa. Una leggera flessione può starci ma l’importante è invertire subito la rotta. Ed è quello che dovrà fare l’Inter domani pomeriggio contro il Palermo in casa.
La squadra rosanero non ha mai avuto grande fortuna a Milano. Il bilancio (per quello che serve) è di 17 vittorie nerazzurre e 8 pareggi mentre le vittorie palermitane sono zero. La scorsa stagione, in un clima meteorologico al limite, fini 4-4 con il Principe Milito che segnò il suo primo e unico poker in maglia nerazzurra e Miccoli (che per fortuna domani sarà assente) che rispose con una tripletta.
Stramaccioni deve fare a meno di Cassano ma ritrova Gargano. Tra i convocati non figura Sneijder, ancora escluso (lunedì potrebbe decidersi il suo futuro). La difesa sarà quella titolare (Samuel, Ranocchia e Juan Jesus) così come in attacco dove ci saranno sicuramente il duo Milito-Palacio.

venerdì 30 novembre 2012

Palla al Centro. TORINO E MADRID, NON E' SOLO UN DERBY

PALLA AL CENTRODiscussioni e commenti aspettando il fischio d’inizio
Il derby di Torino, il derby di Madrid e la sfida tra titani in Germania sono le sfide più interessanti del weekend. Tra i match da segnalare i derby di Zurigo e Haifa e la sfida al vertice in Olanda.
Tutti i risultati in TEMPO REALE 
Serie A - 15^ Giornata
Derby della Mole per la Juventus con le inseguitrici che tifano per i colori granata. Turno casalingo per le principali rivali dei bianconeri. Il Napoli ospita il Pescara, l’Inter riceve a San Siro il Palermo dell’ex (con il dente avvelenato) Gasperini, la Lazio attende il Parma mentre la Fiorentina dovrà vedersela nel posticipo con la Sampdoria.
Venerdì 30 novembre ore 20.45
CATANIA-MILAN
Sabato 1 dicembre ore 20.45
JUVENTUS-TORINO
Domenica 2 dicembre ore 12.30
NAPOLI-PESCARA

giovedì 29 novembre 2012

INTER CAMPUS ALL'ONU (fieri di essere tifosi nerazzurri)

Francesco Toldo, il Presidente di InterCampus Carlotta Moratti,  l'ambasciatore 
italiano all'Onu Cesare Maria Ragaglini, Massimo Moratti e Luis Figo.
Più del Triplete, più dei cinque scudetti vinti, più di ogni altra cosa. Inter Campus dovrebbe essere il più grande motivo d’orgoglio di tifare per i colori nerazzurri. Inter Campus, per chi non sapesse di cosa si tratta, è un progetto della società nerazzurra che opera da anni in paesi svantaggiati e attraverso i suoi programmi ha potuto aiutare i bambini di queste zone ad integrarsi nelle proprie comunità, offrendo una rete di sostegno scolastico e sanitario. Il tutto è stato possibile semplicemente insegnando ai bambini a giocare a calcio e creando delle partnership di assistenza e sviluppo con organizzazioni locali non governative.
Ormai Inter Campus è una realtà consolidata da 15 anni. Una realtà passata inosservata a molti (diciamoci la verità anche a noi tifosi interisti) ma non all’ONU (no dico, l’ONU) che ha invitato una delegazione nerazzurra a presentare i programmi di Inter Campus nella sua sede centrale.
Il freddo Palazzo di Vetro, di solito sfondo per i programmi politici degli uomini più importanti della terra, ha ospitato un’idea, il sogno realizzato di una squadra di calcio.

mercoledì 28 novembre 2012

NERAZZURRAMENTE DONNA. Intervista a Sabine Bertagna

Prendete una giornalista in gamba, aggiungete un cuore nerazzurro fin dalla nascita, un interesse smodato per i libri, un’insana passione per la filosofia mourinhiana, simpatia e bellezza quanto basta e otterrete Sabine Bertagna. Ai più questo nome non dirà nulla, mentre i tifosi nerazzurri avranno sicuramente letto i suoi articoli su FCInter1908 (di cui è anche vicedirettore). Qualche giorno fa Sabine ha gentilmente accettato di scambiare quattro chiacchiere con noi per parlare di Inter ma non solo.
Sei tifosa dell’Inter per “colpa” di…
Mio papà. Interista DOC di quelli alla vecchia maniera. Da piccola giocavamo a calcio e la sottoscritta collezionava figurine dei calciatori. Un'infanzia nerazzurra, insomma. E' lui che mi ha insegnato che dopo il risultato dell'Inter era doveroso controllare che cosa avevano fatto, nell'ordine, Milan e Juventus.
Il tuo primo ricordo nerazzurro.
Mi vengono in mente Spillo e Kalle, due grandissimi. Ma uno dei primi ricordi nitidi che ho è quello di Nicolino Berti. Giocatore incredibile. Così interista. Così anti-milanista.
Gli anni’90 e i primi anni del nuovo millennio sono stati duri per i cuori nerazzurri. C’è stato un momento in cui, dopo l’ennesima delusione, hai pensato “basta, con l’Inter ho chiuso”.
Mai. Ci sono stati momenti molto duri, nei quali si è sofferto tanto. Forse troppo. La rabbia che era diventata rassegnazione impotente e quella sensazione che le cose non si decidessero solo sul campo. Da un certo punto di vista è stata quasi una scuola di vita. Pensa a quel 5 maggio, per esempio. A volte mi chiedo come abbiamo fatto noi nerazzurri a sopravvivere. E' proprio vero che tutto quello che non ti distrugge, ti fortifica. Comunque il momento più duro per me è stato scoprire che tutte quelle congetture che venivano etichettate come dietrologia piangina corrispondevano al vero. Leggere le intercettazioni e trovare finalmente le risposte ai nostri interrogativi mi ha veramente fatto malissimo. Una delusione incredibile nei confronti di un gioco che adoro. Il calcio pulito.