mercoledì 21 aprile 2010

STAVOLTA E' TROPPO. BALOTELLI NON MERITA L'INTER


E una serata così bella alla fine viene rovinata da uno stronzo qualsiasi che risponde al nome di Mario Balotelli. Prima si rivolge alla curva con le parole "Andate affanculo tutti quanti, andate affanculo tutti quanti", poi finisce svogliatamente la partita, butta la maglia per terra ed esce dal campo finendo l'opera con la tribuna rossa: "Vaffanculo pezzi di merda".
Che mandi a quel paese i sostenitori nerazzurri può starci ma che butti via la maglia nerazzurra, no, non lo tollero minimamente, non in una serata così bella e così importante per i colori nerazzurri. Si vocifera che negli spogliatoi Materazzi l’abbia preso a schiaffi. Spero che sia vero.
In questa stagione ne ha combinato di tutti i colori riuscendo nell’ardua impresa di inimicarsi allenatore, società, compagni di squadra e tifosi. Nonostante il suo atteggiamento l’abbiamo sempre coccolato, giustificato, difeso, ma ora ha rotto le palle. E basta con questa storia che ha 20 anni, che è un talento, che è un campione fuori dagli schemi. Molti dei suoi coetanei non sono così fortunati e sull’essere campione ci sarebbe tanto da discutere. Io guardo Samuel Eto’o, non un coglione qualsiasi ma uno che ha vinto due Champions League segnando, che si sbatte sulla fascia, che fa il terzino, che rientra come un gregario qualsiasi. Ecco questi sono i veri campioni, quelli che i tifosi amano. Gente che nonostante un curriculum di tutto rispetto si mettono al servizio dell'allenatore e della squadra.
Credo che sia inutile tentare un recupero. Niente punizioni e niente provvedimenti. Utilizziamolo per questo finale di stagione e poi vendiamolo al miglior offerente. Saremo ben lieti di portarlo a destinazione a calci nel sedere. Senza rimpianti.
Non diventerà mai un campione. Né qui né altrove. Mario Balotelli è e rimarrà sempre e solo una testa di c…o. Niente di più.



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BASTA UNA SERA COSÌ A CANCELLARE 120 SERE AMARE

Basta un giorno così a cancellare 120 giorni stronzi”. Stasera, mentre tornavo da lavoro, ho beccato questa canzone di Max Pezzali e ovviamente il mio primo pensiero è andato a ieri sera.
Sono 20 anni che tifo Inter e in tutto questo tempo ci sono state molte serate amare, molte sconfitte che fanno più male di un calcio nelle palle, molte notti insonni per quel magone che non ti faceva prender sonno, molte mattine che ti svegliavi pensando a come sopravvivere agli sfottò, molti momenti di sconforto che ti spingevano a sussurrare “Basta, con l’Inter ho chiuso”. E poi basta una serata come quella di ieri sera a cancellare tutto. A da
re un senso a tutti quei momenti grigi, a ricompensarti perché dopo tante vicissitudini tu sei ancora lì a tifare Inter nonostante tutto e tutti.
Sapevo che ieri sera sarebbe stata una serata dura, che vincere sarebbe stato impossibile, che non sarebbero bastate 15 ore di pullman ad arginare l’uragano blaugrana. Poi quel gol di Pedro. E lì sono sprofondati nel divano. Ecco è finita. Non ce la faremo mai a rimontare.
Ma col tempo ho imparato a fidarmi delle sensazioni, degli istinti. Ad un certo punto sono scattato in piedi, senza un motivo, come se avessi la sensazione che potesse succedere qualcosa. Dopo un minuto è arrivato il pareggio di Sneijder. Non mi sono seduto più. Sono rimasto in piedi, agitandomi e passeggiando nervosamente nello spazio tra divano e televisione. Concentrato come i ragazzi. In rigoroso silenzio. Niente imprecazioni, niente urla d’incitamento. Sul gol di Maicon ho esultato e saltellato come un pazzo. Al gol di Milito sono saltato così in alto da sfiorare il soffitto e ho iniziato a battere le mani sulla colonna del salotto come farebbe un matto nel pieno di una crisi.
Non mi sono sedut
o nemmeno a fine partita. Ho pianto di gioia, seguito i commenti e le interviste del dopo gara tutto rigorosamente in piedi. Mi sono seduto verso le 23 e 30 quando è subentrata la stanchezza per una serata emozionante che mi ha portato via un bel po’ di energie e fisiche (oltre al solito numero di anni di vita).
E’ stato bellissimo. Una serata splendida. Di quelle che non dimenticheremo più. Comunque vada al Camp Nou, ieri sera abbiamo assistito ad una Grande Inter Europea. Un’Inter che se l’è giocata alla pari con i marziani, che ha fermato il più grande fuoriclasse del momento, che ha dato una lezione di calcio al signor Guardiola (che tra l’altro mi sta pure simpatico). In altre occasioni dopo aver preso il gol, l’Inter si sarebbe smarrita, avrebbe perso la bussola della situazione e sarebbe andata incontro a una disfatta. Ieri sera invece ha preso coraggio, si è messa a imporre gioco e a neutralizzare gli avversari più pericolosi. L’Inter non ha giocato solo una bella
partita ma ha disputato la partita perfetta. Un capolavoro sotto tutti i punti di vista.
Gli amici di fede non nerazzurra si attaccano alle minuzie, il rigore non dato (che onestamente c’era), il fuorigioco di Milito. Peccato perché si perdono nei particolari e non guardano la bellezza nel complesso. Come
guardare una bella donna e distrarsi nel notare che ha un capello fuori posto.
In fondo li capisco. Pagherebbero per essere lì, erano sicuri che non saremmo andati lontani, erano certi che dal Barcellona le avremmo prese di brutto. E invece niente. Siamo stati stupendi, perfetti, superlativi.
Una serata che sognavamo da una vita. Una serata in cui l’orgoglio nerazzurro ha raggiunto il suo punto più alto, toccando vette mai nemmeno sfiorate prima.
Certe serate così non le assimili facilmente. E lo capiremo più in là. Quando, a distanza di giorni, settimane, mesi, penseremo a ieri sera e avremo ancora un groppo in gola per la gioia e magari ci scapperà anche la lacrimuccia per l’emozione. Certe serate non finiscono all’alba ma te le porti dietro. Per sempre.
FORZA INTER


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martedì 20 aprile 2010

UN'INDIMENTICABILE BELLISSIMA SERATA DA SOGNO!!!


Champions League - Andata della Semifinale
INTER - BARCELLONA 3 - 1
19’ Pedro - 30’ SNEIJDER - 48’ MAICON - 61’ D. MILITO

INTER: Julio César; Maicon (73’ Chivu), Lucio, Samuel, J. Zanetti; Cambiasso, Motta 6; Pandev (56’ Stankovic), Sneijder, Eto’o; D. Milito (75’ Balotelli).
A disposizione: Orlandoni, Córdoba, Materazzi, Muntari.
All.: Mourinho

BARCELLONA: Valdés; Dani Alves, Puyol, Piquè, Maxwell; Xavi, Busquets, Keita; Messi, Ibrahimovic (62’ Abidal), Pedro.
A disposizione: José Pinto, Marquez, G. Milito, Touré, Henry, Krkic.
All.: Guardiola
ARBITRO: Benquerença


L’avversario era di tutto rispetto. Il Barcellona è la migliore squadra che c’è in Europa in questo momento. Giocarcela alla pari era una speranza più che una certezza.
L’Inter si presenta con la solita formazione con i soliti tre tenori supportati da Sneijder.
E’ un’Inter timorosa, come è giusto che sia. Eppure crea, si affaccia dalle parti dell’area blaugrana ma non riesce a far male. Chi fa male è invece il Barcellona al 19esimo. Discesa sulla fascia di Maxwell che arriva sul fondo e mette al centro dell’area dove c’è tutto solo Pedro che trafigge Julio Cesar. 1-0 per il Barcellona. Erroraccio della difesa e la serata si mette subito male.
Ma probabilmente il gol dei catalani sblocca l’Inter che si toglie di dosso il blocco psicologico che la frenava. I ragazzi si riversano all’attacco nella speranza di recuperare il risultato. E il pareggio arriva alla mezzora. Maicon mette in area dove Milito difende palla e offre a Sneijder un pallone d’oro. L’olandese con grande freddezza mette in rete. Pareggio.
All’intervallo si va sul risultato di parità ma già il fatto di aver giocato 45 minuti alla pari dei campioni d’Europa è motivo di soddisfazione.
Inizia la ripresa e dopo 3 minuti l’Inter colpisce ancora. Milito si invola sulla destra, palla per Maicon che controlla e beffa Victor Valdes. L’Inter è in vantaggio i tifosi nerazzurri fanno festa ma non è finita perché al 60esimo Eto’o dalla destra mette un pallone in area. Sneijder colpisce malamente ma arriva Milito che di testa mette dentro il 3-1. GOOOOLLLLL !!!!!! Esplode lo stadio di San Siro che diventa una grande bolgia.
Inutile l’assalto del Barcellona che tenta disperatamente di segnare almeno un gol ma sbatte contro il muro eretto dalla difesa nerazzurra.
Sul fischio finale gestaccio di Balotelli che, indispettito dai fischi dei tifosi, gettata la maglia e se va mandando a quel paese i sostenitori nerazzurri. Gesto che non merita commenti (almeno stasera) e non intacca minimamente la grande serata nerazzurra (e pazienza se le prostitute intellettuali avranno di che scrivere per una settimana).
Finisce 3-1 la splendida serata da sogno nerazzurra. Monumentale tutta la squadra per come ha giocato. Messi è stato neutralizzato, Ibrahimovic è stato un fantasma. Se si esclude l’errore sul gol di Pedro abbiamo giocato una partita perfetta dove tutti hanno dato l'anima. Zanetti è stato eccezionale come sempre, la difesa un muro invalicabile, Julio Cesar ha riscattato alcune prestazioni opache con un paio di interventi decisivi, Sneijder ha compattato la squadra unendo i reparti, Pandev ed Eto’o strepitosi nel lavoro di copertura (Mario, guarda e impara), benissimo Cambiasso, Maicon (uscito ad un quarto d’ora alla fine dopo uno scontro con Messi in cui ha perso due denti), Milito. Insomma tutti hanno dato il loro contributo a questa vittoria.
Bellissimo, tutto straordinariamente bellissimo. 90 minuti da sogno come non vedevamo da qualche tempo. Dopo aver dettato legge in Italia, iniziamo a farci rispettare anche in Europa. Comunque finisca il ritorno stasera abbiamo giocato una partita perfetta e (spero di non esagerare) siamo stati superiori alla squadra più forte in Europa.
Grazie Ragazzi !!!
FORZA INTER!!!


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lunedì 19 aprile 2010

L'ORGOGLIO NERAZZURRO PER UNA NOTTE DA CAMPIONI


Quanti di voi dopo Barcellona-Inter di metà novembre avrebbe scommesso che saremmo arrivati fin qui? Quanti, dopo quella lezione di calcio, hanno avuto l’insensata convinzione che a metà aprile avremmo affrontato nuovamente i blaugrana per giocarci l’accesso alla finale del massimo trofeo continentale? Quanti pensavano che a distanza di pochi mesi ce la saremmo potuta giocare alla pari con i campioni in carica?
Eppure siamo qui. A metà aprile ci ritroviamo a essere ancora in lotta per quel trofeo che ci manca da ormai mezzo secolo. Ci siamo, e pazienza se per esserci stiamo buttando alle ortiche un campionato già nostro. Vincere la coppa dalle grandi orecchie in questo momento è più importante.
Ci siamo. La musica da brividi suona ancora per noi. Domani sera non ce ne staremo comodamente sul divano, né andremo al cinema. No, noi andiamo a giocarci una semifinale di Champions League che ci manca da parecchio tempo. Ci siamo e sono sicuro che molti darebbero chissà cosa per essere qui al posto nostro. I rivali juventini, i cugini rossoneri, i concorrenti giallorossi, stanno rosicando da matti. Non lo dicono, non lo danno a vedere ma stanno rosicando. Perché domani sera contro i campioni d’Europa scenderemo in campo noi e non loro e stavolta non sarà un massacro. No, stavolta ce l’andiamo a giocare ad armi pari, stavolta se vogliono la finale, devono passare sui nostri cadaveri, se vogliono vincere, devono essere disposti a perdere.
I campioni sono loro, i fuoriclasse giocano con la loro maglia. Noi partiamo sfavoriti, inutile negarlo siamo più deboli… ops… volevo dire meno forti. Però siamo nelle prime quattro d’Europa e ora ce la giochiamo. Quando si arriva a questo punto del torneo i valori si azzerano, tutto può succedere. E poi il calcio è strano, basta un episodio, un gol fatto o sbagliato, un’espulsione, un rigore e la partita prende una piega inaspettata.
Noi non siamo più quella squadretta spaurita che venne travolta dal Barcellona. Abbiamo acquistato forza e coraggio, siamo più convinti dei nostri mezzi. Dopo aver buttato fuori una delle grandi favorite alla vittoria finale abbiamo acquisito quella maturità europea che ci è sempre mancata.
Ecco perché ce la metteremo tutta nei 180 minuti per poter arrivare a giocarci la finale fra un mese a Madrid. Che si vinca o si perda, l’importante è uscire dal campo con la testa alta. E sono sicuro che torneremo dalla battaglia col cuore pulsante di orgoglio per i nostri colori.
FORZA INTER


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SCUDETTO, QUARTO POSTO, SALVEZZA. TUTTI COL FIATO SOSPESO

Manchester. Il calcio visto fuori dai confini nostrani.Rimane invariata la testa della classifica al termine del trentaquattresimo turno. Giornata ricca di gol ed emozioni. Attaccanti italiani in evidenza, vogliosi di mettersi in mostra per conquistare una maglia con la nazionale in Sudafrica 2010.
La Roma si aggiudica il derby e respinge l’assalto dell’Inter, che nell’anticipo di venerdì aveva battuto la Juventus grazie allo straordinario gol di Maicon e alla dodicesima rete stagionale di Eto’o. I giallorossi regalano un tempo alla Lazio e alla fine della prima frazione sono sotto 1-0. Nella ripresa la musica cambia e, dopo il brivido corso per un rigore fallito da Floccari, ribaltano il risultato co
n una doppietta di Vucinic.
Dice addio allo scudetto il Milan che cade in casa della Sampdoria. Borriello porta in vantaggio i rossoneri, poi Cassano su rigore ristabilisce la parità. Pazzini a tempo quasi scaduto regala ai suoi game set e match, che in altre parole significa: vittoria e quarto posto, per di più solitario, per la squadra di Del Neri.
Il Palermo torna da Cagliari con un punto e frena la sua corsa verso la Champions League. Il bicchiere è mezzo pieno, però i sardi a pochi minuti dalla fine erano in vantaggio per 2-0, poi il duo Miccoli-Hernandez fissa il punteggio sul 2-2.
Il Napoli passa 2-1 a Bari grazie ad una doppietta di Lavezzi e si riprende il sesto posto. Vittorioso in trasferta anche il Genoa che a Parma passa per 3-2 e rimane in corsa per un piazzamento in Europa.
Emozionante anche la lotta per non retrocedere. L’Atalanta supera 2-1 la Fiorentina e rimane agganciata
al treno salvezza. Splendidi i gol di Tiribocchi e Montolivo. A questo punto per la squadra di Prandelli raggiungere l’Europa è impresa a dir poco ardua.
Finisce 1-1 tra Udinese e Bologna. A togliere le castagne dal fuoco alla squadra di Marino è ancora una volta Di Natale, autore del pareggio friulano. Dopo un’esaltante stagione a livello di club, la speranza é che Totò mantenga questi livelli anche durante i Mondiali di calcio con l’Italia.
Finisce in parità anche tra Catania e Siena. Punto che consente ai siciliani di raggiungere quota 40 e al Siena di rimanere a 6 punti dal quartultimo posto.
Grazie ad un gol per tempo il Chievo si sbarazza del Livorno e consolida una sempre più tranquilla posizione di classifica. Il Livorno dal canto suo vede la serie B sempre più vicina.

CLASSIFICA DOPO 34 GIORNATE
Roma 71 INTER 70 Milan 64 Sampdoria 57 Palermo 55 Napoli 52 Juventus 51 Genoa 48 Fiorentina 46 Parma 46 Bari 43 Cagliari 41 Chievo 41 Catania 40 Udinese 39 Lazio 37 Bologna 36 Atalanta 34 Siena 30 Livorno 26
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