martedì 11 marzo 2008

RIPARTIAMO !!!

INTER - LIVERPOOL 0 - 1
63' Fernando Torres

L'eliminazione è arrivata all'andata, non stasera. Stasera abbiamo giocato abbastanza bene, abbiamo sfiorato il gol. Potevamo anche vincere, se avessimo avuto un pezzetto della fortuna del Milan. Ma l'Inter non è il Milan. E' arrivata l'espulsione di Burdisso e soprattutto è arrivato il gol di Fernando Torres.
Usciamo a testa alta. E soprattutto l'Inter vista stasera mi fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Forza ragazzi, ripartiamo!!!!
FORZA INTER

IO CI CREDO...

- Secondo me facciamo l’impresa!!!
- Speriamo...
- Io ci credo!!!
- Anche io, cazzarola, anche io. Siamo fuori ma ci credo ancora!!!

Sono partito da questo breve scambio di sms con mio fratello per descrivere il mio stato d'animo, che poi è lo stato d'animo di ogni interista. Siamo fuori, ma continuiamo a crederci, a sperare nell'impresa. Mi piacerebbe stasera poter vedere lo stesso spirito nei giocatori. Vedere una squadra assatanata che gioca con rabbia ed orgoglio, che lascia sul prato di San Siro tutta l'anima e il cuore. Non so se l'Inter ce la farà. Molto probabilmente stasera la nostra avventura europea arriverà al capolinea, ma sono contento di poter dire di averci creduto. Fino alla fine.

FORZA INTER

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lunedì 10 marzo 2008

DE ROSSI, LILLO E IL LIVERPOOL

"Se le cose fossero andate come era giusto, saremmo primi con qualche punto di vantaggio. Ma continuiamo a lottare perché siamo all'altezza dell'Inter". La frecciata ai nerazzurri parte da Daniele De Rossi dopo la vittoria della sua Roma a Napoli. Il centrocampista ha aggiunto: "Le vittorie dell'Inter non dipendono dalla Roma. E neppure dall'Inter...".
Senti da che pulpito viene la predica. Ce ne vuole di coraggio per rilasciare queste dichiarazioni dopo il rigore dato alla Roma contro il Napoli...
Dopo una dichiarazione così meriterebbe di essere azzannato da Lillo. Lillo, per chi non lo sapesse, è il cane di casa Moratti salito agli onori della cronaca per aver messo in fuga un ladro che stava cercando di entrare in casa l'altra notte. L'hanno dipinto come una sorta di eroe anche se personalmente sono daccordo con Settore quando sostiene che "Per me, il suo vero atto di eroismo è stato quello riportato nella foto del centenario. L'aver sopportato Oliviero Toscani che disponeva centinaia di persone sul prato di San Siro, spostando allenatori e amministratori delegati, accompagnatori dei Giovanissimi e addetti stampa, osservatori e massaggiatori, per dare corpo a una di quelle foto che in un modo o nell'altro passano alla storia. Chissà che due palle, il povero Lillo. Che a un certo punto, con la sua bella sciarpetta al collo, si è accasciato per godersi l'erbetta di San Siro sperando che "buona la prima", perché non se ne poteva più."
E intanto domani sera è già tempo di Champions League. E' tempo di Inter-Liverpool. Chissà che darei per potere avere la giornata (o almeno il pomeriggio) libera. Poter non pensare a nulla, cercare di rilassarmi e intanto sentire la tensione salire, poter cazzeggiare qua e là aspettando che arrivi l'ora X. Invece mi toccherà lavorare cercando di non pensare al Liverpool, sperare di uscire alle 19 in punto, fare una corsa per tornare a casa, mangiare al volo e sedermi sul divano poco prima del fischio d'inizio.
Ma poco importa. Sono disposto a subire questo stress purché alla fine la serata diventerà storica. Forza Inter

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domenica 9 marzo 2008

CENTO ANNI NERAZZURRI

Perché l’Inter? Me lo sono chiesto molte volte, convinto che ci debba sempre essere un perché in ogni scelta e anche il fatto di tifare per l’Inter dovrebbe avere una motivazione. E invece non riesco a trovarla. Non ho avuto qualcuno che mi ha spinto a tifare Inter (papà è simpatizzante juventino e l’influenza degli zii è arrivata dopo), non c’è stato un episodio particolare, semplicemente sono tifoso dell’Inter. Probabilmente ha ragione mio fratello quando sostiene che l’Inter noi l’abbiamo nel Dna e che nelle nostre vene scorre sangue nerazzurro.
Ora l’Inter, la “mia” Inter, compie 100 anni. Un secolo. E gli ultimi 20 anni la storia dell’Inter ha camminato in parallelo con la mia vita recitandon
e un ruolo essenziale.
Nerazzurramente parlando non sono stati anni facili. Ho vissuto di striscio lo scudetto dei record prima che arrivassero gli anni bui del “non vincete mai”. Tre coppe Uefa e tante delusioni negli anni 90, poi l’ar
rivo di Mancini portò qualche piccolo trofeo (Coppa Italia e Supercoppa Italiana) prima che Calciopoli avrebbe rimesso tutto a posto e i colori nerazzurri sarebbero ritornati a svettare in alto.
Per questioni anagrafiche, infatti, mi sono perso la Grande Inter. Non ho avuto il piacere di vedere l’imbattibile squadrone del mago Herrera che fece incetta di trofei dentro e fuori l’Italia. Tre scudetti, 2 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali. Una squadra da sogno che difficilmente troverà eguali.
Sempre per questioni anagrafiche, come detto, ho preso “di striscio” lo scudetto del 1989. Ho ricordi molto sfocati, quasi sbiaditi. Come un sogno molto vago, direi qu
asi confuso.
Purtroppo invece ricordo bene gli anni 90. I pomeriggi passati con l’orecchio attaccato alla radio ascoltando le partite, io e mio fratello in religioso silenzio aspettando che la voce del radiocronista annunciasse il gol dell’Inter. Era l’epoca in cui in edicola usciva un settimanale chiamato “Inter Squadra Mia” dove c’erano le notizie dei nostri beniamini e, soprattutto, c’erano in regalo tanti gadget nerazzurri: bandane, portachiavi, porta fotografie. Con mio fratello mettevamo da parte i soldi per poterlo comprare ogni settimana. Alcuni di quegli oggetti li ho ancora. Ormai sono d
iventati preziosi cimeli.
L’Inter era quella di Trapattoni e del trio tedesco, poi quella di Bagnoli e di Ruben Sosa e successivamente quella olandese con Bergkamp e Jonk. Erano gli anni delle Coppa Uefa vinte come piccolo premio di consolazione, mera soddisfazione per chi non vinceva mai. Poi arrivò l’epoca di Tele+, di Stream e infine di Sky. Le partite da poter seguire la domenica pomeriggio, le prime riunioni di massa con amici e parenti, la stagione 97-98 seguita al grido di “via nerazzurri via”, le urla, gli abbracci, il solito nucleo storico io, mio fratello, mio zio e mio cugino.
La stagion
e 97-98 fu una stagione straordinaria. Ronaldo era strepitoso e da solo bastava a reggere in piedi un’Inter operaia messa su con grande intelligenza da Gigi Simoni. Ma l’ombra della Cupola bianconera vegliava su quel campionato e ci toccò mandare giù l’ennesimo boccone amaro. Nella stagione 2001-2002 la storia si ripeté. L’Inter perse lo scudetto all’ultima giornata in quel 5 maggio diventato ormai un’orribile incubo. La cupola moggiana fece il suo dovere, ma l’Inter ci mise molto del suo andando a perdere all’ultima giornata a Roma contro la Lazio una partita scellerata che aveva già praticamente in tasca. Era un’Inter molto “corazon e convincimento” come il suo condottiero, quel Hector Cuper che rimane tra i miei allenatori preferiti. Era l’Inter di Ronaldo e di Bobo Vieri. Il Fenomeno a fine stagione ci tradì approdando a Madrid. Quella stagione, nonostante il brutto finale, fu memorabile. Personalmente è sicuramente la stagione più bella per emozioni, sensazioni e gioie.
L’urlo rimase in gola e ci toccò aspettare Calciopoli per riassaporare l’ebbrezza della vittoria in campionato, anche se avevamo già messo in bacheca due coppa Italia e due Supercoppe Italiane. Il resto è storia attuale con un’Inter che domina il campionato da due stagioni
Dici Inter e rischio di annegare nei ricordi, nei mille aneddoti più o meno belli, come quando Baggio mise ko il Real Madrid, come quando Adriano ci fece vincere il derby al ’90, co
me quando recuperammo 3 gol alla Sampdoria in 4 minuti, come quando perdemmo 2-0 con l’Aston Villa in Coppa Uefa e poi ribaltammo il risultato con Klismann, Berti e Bianchi, come quando vincemmo la Coppa Uefa a Parigi battendo la Lazio.
Dici Inter e pensi ai tanti campioni che hai visto il trio tedesco Matthaus-Klinsmann-Brehme, Zenga, Berti, Zio Bergomi, Ferri, Bergkamp, Sosa, Bianchi, Ronaldo, Vieri, Branca, Ganz, Cholo Simeone, Zamorano, Capitan Zanetti, Materazzi, Pagliuca, Toldo,
Blanc, Roberto Baggio, Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Adriano, Cambiasso, West, Cordoba, Serena, Djorkaeff, Chino Recoba, Diaz.
Dici Inter e pensi ai campioni del passato che hai conosciuto solo attraverso le immagini e i racconti. Mazzola, Facchetti, Corso, Boninsegna, Altobelli, Meazza, Angelillo, Rummenigge, Suarez, Oriali, Bordon, Sarti, Domenghini, Jair,
Beppe Baresi, Beccalossi, Lorenzi, Skoglund, Passarella.
Dici Inter e pensi a cosa sarebbe stata la tua vita senza di lei, ai mille aneddoti che avresti da raccontare. Dici Inter e ti accorgi che un post non basterebbe a dire tutto ciò che vorresti dire.
E allora semplicemente, quasi banalmente dal profondo del mio cuore (ovviamente nerazzurro) auguro un caloroso


BUON COMPLEANNO INTER
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BUON COMPLEANNO INTER


L'INTER COMPIE 100 ANNI