Se pur con qualche giorno di ritardo mi sembra corretto rendere il giusto tributo alla Juventus che sabato scorso ha conquistato il suo 27esimo scudetto (sì lo so, sono 31, ma visto che ognuno fa il conteggio che gli pare, per me sono 27, e mi sono pure tenuto largo). Uno scudetto meritato, su questo non ci sono dubbi. La squadra di Allegri ha dominato il campionato dall’inizio alla fine e la propria supremazia non è mia stata messa in discussione.
E anche vero che, vista la concorrenza, non è stato poi così difficile per i bianconeri riaffermarsi. La Roma, l’unica che poteva insidiare il dominio juventino e che lo scorso anno aveva fatto molto bene, quest’anno si è sciolta a fine gennaio come la neve. Per il resto c’è un vuoto, il nulla assoluto. Troppo discontinuo il Napoli di Benitez (uno che si trova molto a suo agio nelle competizioni ad eliminazione diretta), la Lazio ha dato qualche timido segnale nell’ultimo mese ma solo perché è riuscita ad infilare un filotto di otto vittorie consecutive (filotto interrotto allo Juventus Stadium), le milanesi sono non pervenute ormai da qualche anno (e probabilmente lo saranno ancora per un paio di anni).




