"Ci ricordiamo tutti che i trionfi nerazzurri dell’ultimo decennio sono passati dai piedi di Milito, di Eto’o, Ibrahimovic, Sneijder. Ma spesso, forse un po’ troppo spesso, ci sfugge che quelle stesse vittorie sono passate anche dalle mani e dai guantoni di Julio Cesar. Quante volte ci ha messo la mano, un piede, anche solo le punta delle dita per salvarci da un gol? Come quella volta al Camp Nou quando si tuffò a deviare un tiro difficilissimo di Messi. Magari senza quella manona non saremmo andati a Madrid.
(…) Al di là di tutto per me rimarrà sempre il portierone dell’Inter del Triplete, quel ragazzo dal faccione grande e dal sorriso simpatico, l’Acchiappasogni che per sette lunghi anni ha allungato le manone per proteggere la nostra porta, il ragazzo semplice che in una trasmissione televisiva si emozionò rivedendo le sue parate in nerazzurro.
Un grande portiere, bravo con i piedi, dotato di coraggio e tempismo perfetto nelle uscite basse, molto reattivo tra i pali, sicuro nelle uscite alte, decisivo come pochi (forse solo Buffon è altrettanto decisivo tra i pali).




