giovedì 31 gennaio 2013

DIECI CONSIDERAZIONI SUL MERCATO DI RIPARAZIONE

1. Sono partiti Pato e Sneijder, è stato ceduto Coutinho che a detta di molti è dopo Neymar il miglior talento giovane del Brasile, è tornato Balotelli, uno dei migliori talenti italiani in circolazione, è arrivato Kovacic di cui tutti parlano bene, rivedremo Anelka. Ma secondo me il nostro campionato rimane povero di interesse e di campioni.
2. Il grande colpo di questo mercato di gennaio è senza ombra di dubbio l’acquisto di Balotelli da parte del Milan. Ottimo acquisto ma Balotelli all’Inter prima e al City poi ha dimostrato di essere un grande campione ma troppo soggetto ad alti e bassi. In campo è e rimane un arma a doppio taglio, uno che può spaccare la partita in due, in positivo o in negativo. E aspettiamo di vedere quanto inciderà sul rendimento del Milan.
3. Tra le big la Juventus è quella che si è mossa peggio. Pensare di risolvere il problema della mancanza di un bomber comprando Anelka è un errore degno del miglior Branca (che comunque ha preso Rocchi…), non di Marotta. A questo punto tanto valeva tenersi Del Piero.

mercoledì 30 gennaio 2013

INTER SCATENATA: SCHELOTTO, KUZMANOVIC, KOVACIC. BASTERANNO?

Per quasi un mese l’Inter ha effettuato un mercato che definire passivo è riduttivo. Prima bisognava attendere la cessione di Sneijder, poi, una volta ceduto l’olandese è stato necessario il sacrificio anche di Coutinho. Nel frattempo arriva Tommaso Rocchi come vice-Milito. Peccato che l’ex laziale, ormai 35 anni, tutto sembra tranne un rinforzo (e men che meno un vice-Milito). Paulinho, obiettivo principale dei nerazzurri, si è dissolto in una bolla di sapone (il Corinthians giocava al rialzo e il giocatore era tutt’altro che convinto di venire al l’Inter).
Dopo 29 giorni di passivo sonnecchiamento, la nostra dirigenza si è svegliata e in 24 ore ha piazzato tre colpi. Nella giornata di oggi sono arrivati l’esterno Schelotto dall’Atalanta (che seguivamo già da un po’), il centrocampista dello Stoccarda Kuzmanovic e, in serata, il giovane croato Kovacic dalla Dinamo Zagabria.
Tre acquisti che, nelle intenzioni della nostra dirigenza, dovrebbero rinforzare la rosa attuale. Spetta ora al campo dare il giudizio definitivo sull’operato visto che i giudizi a caldo non sempre si rivelano esatti. L’acquisto di Silvestre questa estate sembrava un affare, come un anno fa Guarin sembrava un azzardo troppo grande (e in molti avevano la sensazione di aver preso una sòla comprando un giocatore rotto).

martedì 29 gennaio 2013

PRIMA ILLUSIONE JUVE, POI DELIRIO LAZIO: E' FINALE

COPPA ITALIA 2012-2013 – Semifinale di Ritorno
LAZIO-JUVENTUS 2-1
53’ Gonzalez – 91’ Vidal – 93’ Floccari
LAZIO (3-5-1-1): Marchetti; Biava, Dias, Ciani; Konko, Gonzalez (21' s.t. Cana), Ledesma, Hernanes (18' s.t. Lulic), Radu; Mauri: Klose (25' s.t. Floccari). (Bizzarri, Carrizo, Cavanda, Stankevicius, Zauri, Brocchi, Candreva, Kozak, Rozzi). All.: Petkovic.
JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Peluso; Isla, Vidal, Marrone (25' s.t. Marchisio), Giaccherini (31' s.t. Quagliarella), Padoin (23' s.t. Pirlo); Giovinco, Vucinic. (Buffon, Rubinho, Lichtsteiner, Caceres, De Ceglie, Pogba, Matri). All.: Conte.
ARBITRO: Banti.

Un finale ricco di emozioni regala la finale di Coppa Italia alla Lazio ai danni della Juventus. I biancocelesti sono andati in vantaggio al 52esimo con Gonzales. Vidal riequilibra le sorti nel primo dei sei (!!!) minuti di recupero concessi dall’arbitro Banti. Ma due minuti dopo Floccari riporta in vantaggio i biancocelesti. Passa un minuto e Marchisio, in perfetto stile Jonathan, si mangia letteralmente il gol che valeva la qualificazione (rubo da Facebook, Marchisio si mangia il 2-2, tutti i juventini con le mani tra i capelli tranne uno che le aveva tra il parrucchino). Finisce 2-1.

Una partita tutto sommato modesta, diventata bella e palpitante nei minuti conclusivi. Nel primo tempo c’era un rigore per entrambe. Uno a testa. Prima Vucinic protesta per un'uscita bassa di Marchetti, che lo tocca in area, in uscita bassa. Poi, Klose colpito da Isla, che aveva pasticciato nel controllo nella sua area, finisce per terra in area avversaria. Sia nel primo episodio che nel secondo il rigore ci stava ma l’arbitro Banti ha lasciato proseguire in entrambi i casi (e non mi risulta che abbia detto frasi del tipo “non me la sono sentita di dare rigore”).

lunedì 28 gennaio 2013

STRAMACCIONI E "LA DIRITTA VIA ERA SMARRITA"

Nei mesi scorsi in più di un’occasione ho sostenuto che la strada per diventare grandi era ancora lunga ma ero soddisfatto del fatto che avessimo imboccato la strada giusta.
A distanza di pochi mesi, parafrasando il grande Dante direi che “la diritta via è smarrita”.
Tre gol in Serie A nelle ultime due stagioni. Tutti all'Inter....
La partita di ieri sera ne è, ahimè, un esempio lampante. Avevamo di fronte il Torino, un buon Torino per carità, ma non il Barcellona. Eppure non siamo stati capaci di giocare come sappiamo, di renderci pericolosi, di frenare le loro avanzate. E pensare che la partita si era subito messa in discesa con il gol di Chivu dopo 5 minuti. Roba che ti metti seduto comodamente sul divano pensando di passare una serata tranquilla. E invece nulla. Non un tiro, non un’azione degna di nota. Solo un erroraccio maldestro di Guarin. Roba da prenderlo a frustate per due ore. E dopo aver finito con lui iniziare con tutti gli altri, perché in quella azione ognuno andava per fatti suoi, chi al bar, chi a pisciare, chi a fumarsi una sigaretta, chi a prenotare le vacanze di Pasqua.
Quel filotto di 7-8 vittorie che abbiamo fatto tra metà settembre e i primi di novembre ci avevano illuso di essere una grande squadra, di essere forti, di essere competitivi. Pensare che all’epoca c’era qualche imbecille (ogni riferimento al sottoscritto è puramente casuale) che più l’Inter vinceva e più predicava prudenza.

domenica 27 gennaio 2013

CAMBIASSO AFFERRA IL TORO, MA COSI' NON VA PROPRIO

Serie A 2012-2013 – 22^ Giornata
INTER - TORINO 2 - 2
5’ CHIVU – 23’ Meggiorini – 52’ Meggiorini – 67’ CAMBIASSO

INTER (4-4-2) Handanovic; Zanetti, Ranocchia, Chivu (dal ’28’ p.t. Pereira), Juan Jesus; Guarin, Gargano, Mudingayi (dal ’10’ s.t. Cambiasso), Nagatomo; Cassano (dal ’30’ s.t. Alvarez), Palacio
A Disposizione: Belec, Di Gennaro, Silvestre, Jonathan, Mariga, Benassi, Bessa, Livaja, Rocchi.
All. Stramaccioni.
TORINO (4-2-4) Gillet; D’Ambrosio, Glik, Rodriguez, S. Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci (dal ’36’ s.t. Vives), Barreto (dal ’16’ s.t. Bianchi), Meggiorini, Santana (dal ’25’ s. t. Birsa)
A Disposizione: Gomis, Darmian, Basha, Di Cesare, Suciu, Bakic, P. Caceres.
All. Ventura
ARBITRO Massa di Imperia

Ennesima mediocre partita da parte dell’Inter che non va oltre un molle pareggio casalingo contro un Torino ben messo in campo e che rischia di fare il colpaccio a San Siro.
Stramaccioni si presenta con la formazione annunciata. Unica novità (che sto ancora cercando di capire) è Muingayi in mezzo con Zanetti dirottato sulla fascia e Pereira in panchina. In realtà lo schieramento in alcuni tratti sembra un 4-3-1-2 con Zanetti che si abbassa a fare il terzino destro e Juan Jesus che si sposta sull’out sinistro.
La partita si mette subito bene per l’Inter. Dopo 5 minuti Cassano guadagna una punizione dal limite. Sulla palla va Chivu che infila a sorpresa l’1-0. Il rumeno non segnava su punizione dai tempi della Roma. La partita si mette in discesa ma purtroppo il gol su punizione è l’unico sussulto di un primo tempo in cui l’Inter non si rende minimamente pericolosa e non crea azioni degne di note.