domenica 19 settembre 2010

DOPPIO RUGGITO DI RE LEONE ETO'O, PALERMO BATTUTO


Serie A 2010-2011 - 3^ Giornata
PALERMO - INTER 1 - 2
28’ Ilicic – 62’ ETO'O – 70’ETO’O

PALERMO: Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic (dal 27' s.t. Liverani), Nocerino; Pastore, Ilicic (dal 36' s. t. Pinilla); Hernandez (dal 32' s.t. Maccarone).
A Disposizione: Benussi, Darmian, Glik, Kasami, Garcia.
All. Rossi.
INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; J. Zanetti, Cambiasso; Pandev (dal 41' s.t. Mariga), Stankovic (dal 33' s.t. Santon), Eto'o; Milito (dal 32' s.t. Muntari).
A Disposizione: Castellazzi, Cordoba, Materazzi, Coutinho.
All. Benitez.
ARBITRO Romeo di Verona.

Benitez non cambia nulla. C’è Pandev e Stankovic fa il vice-Sneijder. Ancora in panchina Coutinho.
L’Inter parte forte e si rende pericolosa in un paio di occasioni (Stankovic colpisce la traversa) ma, quasi a sorpresa, è il Palermo che passa in vantaggio al 27esimo. Contropiede rosanero, tiro di Pastore, Julio Cesar devia ma in mezza all’area c’è Ilicic che mette dentro. Palermo in vantaggio. L’Inter riparte a macinare gioco. Ha in pugno la partita, si rende pericolosa ma non riesce a pareggiare. All’intervallo il tabellino registra 9 tiri nerazzurri e solo 2 dei padroni di casa che però sono in vantaggio.
Nella ripresa il Palermo parte forte e sfiora il raddoppio mentre l’Inter soffre parecchio. Ci pensa allora Samuel Eto’o a prendere in mano la squadra. Poco dopo l’ora di gioco, assist perfetto di Milito (una delle pochissime cose buone che ha fatto vedere l’argentino), Eto’o controlla, scarta il difensore e trafigge Sirigu per il meritato pareggio. Passano 8 minuti, triangolo perfetto Stankovic-Maicon-Stankovic, il serbo mette in area dove il re Leone non perdona. L’Inter ribalta il risultato.
Il Palermo prova l’assalto finale ma l’Inter resiste. Negli ultimi minuti c’è spazio per il rientro di Santon. Finisce 2-1 per i nerazzurri.
L’Inter porta a casa tre punti pesantissimi, conquistati su un campo difficile e contro un avversario che ci ha messo spesso in difficoltà negli anni scorsi. Per la verità anche oggi non è stata una partita semplice. Se non ci fosse stato Eto’o non so come sarebbe potuta finire. Il camerunese si conferma in forma strepitosa e continua a buttarla dentro con grande costanza. Al contrario del Principe Milito che anche oggi è rimasto a secco, ma soprattutto ha commesso un bel po’ di errori sia in fase di tiro sia in fase di costruzione di gioco. Certo ha dato ad Eto’o il pallone del pari ma da uno come lui ci aspettiamo ben altro. Bene la difesa, ha retto abbastanza la forza d’urto dei giocatori rosanero.
Siamo ancora in fase transitoria ma l’importante è aver portato a casa i tre punti. Ci sarà tempo per migliorare, per recuperare uomini decisivi (Milito ma anche Thiago Motta e Sneijder, oggi assente) e magari per provare nuovi schemi (la straordinaria forma di Eto’o impone il rombo con il camerunense più vicino all’area). Nel frattempo teniamoci stretti questi tre punti e andiamo avanti.
FORZA INTER

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COUTINHO, TOCCA A TE. MILITO, BUTTALA DENTRO

Ci sarà Pandev, recuperato a tempo di record (anche se dubito che Benitez lo schieri dal primo minuto) mentre resta a casa Sneijder. L’olandese ha rimediato una botta nella sfida col Twente. Niente di grave, ma il nostro tecnico ha preferito non rischiare. Quasi certamente rientrerà mercoledì contro il Bari o, nelle peggiori delle ipotesi, sabato contro la Roma.
Dunque oggi quasi sicuramente scatterà l’ora di Coutinho. E’ molto probabile che il giovane brasiliano venga schierato dal primo minuto nel ruolo che in genere ricopre Sneijder. Dubbi sul modulo. Oggi in conferenza stampa Benitez ha liquidato l’argomento con una battuta "Si parla del rombo e in questi giorni ho imparato che il rombo è un pesce". Battute a parte, col recupero di Stankovic e Chivu si potrebbe ipotizzare che finalmente Benitez provi il 4-3-1-2 con Coutinho dietro le punte e Stankovic in mediana con Cambiasso e Zanetti (o Mariga se il capitano va a fare il terzino). Se invece continuerà ad insistere sul 4-2-3-1, sarà Biabiany a fare il vice-Pandev come già successo settimana scorsa contro l’Udinese. Qualcuno oggi ipotizza addirittura un 4-4-2 con Coutinho e Biabiany sulle fasce, ma non è una scelta che condivido. Coutinho è un trequartista e deve giocare dietro le punte non sulla fascia.
Al di là degli schemi che Benitez deciderà di utilizzare (come giustamente faceva notare oggi il tecnico spagnolo "Se dobbiamo cambiare lo facciamo, ma la differenza la fanno la mentalità e l'intensità") vogliamo tornare da Palermo con i tre punti. I rosanero non attraversano un buon momento e se giochiamo come sappiamo, possiamo tornare col bottino pieno dalla trasferta siciliana. Magari grazie ad un gol di Milito. Il Principe lo scorso anno segnò contro il Palermo sia all’andata che al ritorno ma quest’anno è ancora a secco. E questa è una novità. Da quando è in nerazzurro, l’attaccante argentino non è mai restato a secco per cinque gare consecutive. Ecco perché spero fortemente che finalmente oggi pomeriggio trovi la tanto agognata via del gol.
Questa Inter ha bisogno del suo bomber e dei suoi gol. E noi lo stiamo aspettando in trepidante attesa. Speriamo che la nostra attesa sia giunta al capolinea.

FORZA INTER


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sabato 18 settembre 2010

QUESTO MILAN FA PAURA. A CHI?

Milan-Catania 1-1 27’ Capuano – 45’ Inzaghi
Un punto in due partite. Tra l’altro erano due partite abbastanza facili. Una squadra che punta vincere lo scudetto (e non solo) non può certo preoccuparsi di una neopromossa (Cesena) e di una squadra che lotterà per la salvezza (Catania).
Ma siamo sicuri che questo Milan sia davvero forte? Ma siamo sicuri che basta avere in squadra 3-4 campioni per portare a casa le partite e i trofei?
Ah, vorrei sottolineare che, in mezzo a tanti campioni, è toccato al vecchio Pippo Inzaghi togliere le castagne del fuoco.
Questo Milan mette proprio paura. Resta da capire se a impaurirsi sono gli avversari o i tifosi rossoneri…

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IL PENTIMENTO DEL MATURO BALOTELLI. E' SINCERO?

Sull’Inter. "All'Inter devo quasi tutto, non lancerei più la maglia nerazzurra a terra".
Sul Milan. “Io porto rispetto a Moratti, ma se mi è sempre piaciuto il Milan non vedo perchè non posso dirlo. Se ho sofferto da milanista all'Inter? Nessuna sofferenza, all'Inter devo quasi tutto, ho passato degli anni fantastici, solo l'ultimo periodo ho capito che dovevo cambiare aria, ed è andata così. Ma con la squadra non ho avuto problemi praticamente con nessuno".
Su Mourinho "Se mi ha chiamato? Sì, mi ha chiamato prima di andare al City. Se mi ha chiesto di andare al Real? Chiedilo a lui. Una volta mi ha detto: sei così forte che a me servi in campo solo 20'. Come persona ognuno ha il suo punto di vista, ma come allenatori lui e Mancini sono dei numero uno".
Sul suo futuro "Io non perdo anni, sono sicuro. Forse qualche volte potrò sporcare la mia immagine, ma a rovinare la mia carriera non ci penso neanche, non ce la farà nessuno. Voglio avere una grande carriera, nessuno me lo deve negare”.
Sono senza parole. E’ un Mario Balotelli nuovo quello che esce fuori da questa intervista rilasciata a Deejay Football Club. Il giocatore sembra più maturo, ha parole di elogio per Mourinho e si pente del brutto gesto che fece al termine di Inter-Barcellona.
Solo un dubbio: è tutta farina del suo sacco o qualcuno (uno a caso, Mino Raiola) gli ha messo in bocca quelle frasi?



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venerdì 17 settembre 2010

TRE GIORNI EUROPEA AMARA PER LE ITALIANE

La tre giorni europea delle squadre italiane chiude con un bilancio abbastanza negativo. Solo una vittoria mentre i pareggi sono quattro e le sconfitte due.
Ma ad aumentare la preoccupazione non sono i risultati ma come
sono arrivati e le avversarie che avevano difronte. Il Milan ha sì vinto, ma per più di un’ora ha sofferto rischiando per ben due volte di andare in svantaggio. Chi era l’avversario? Il modesto Auxerre, non certo una squadra temibile. Non ha fatto certo meglio l’Inter campione d’Europa che in Olanda non è andato oltre il pareggio contro il Twente all’esordio nella competizione europea. Chiude il quadro di Champions League la Roma che perde 2-0 contro il Bayern Monaco in una partita impostata totalmente a difendere per non prendere gol. E si sa che in questi casi 9 volte su 10 prima o poi il gol lo prendi.
Ma se in Champions League le prestazioni delle nostre squadre sono state in chiaroscuro, in Europa League è stato buio totale. Solo la Sampdoria è riuscita a farsi onore raccogliendo un buon punto ad Eindhoven, con gli olandesi che riescono a pareggiare solo nel finale. La Juventus in casa contro i modesti polacchi
del Lech Poznan va sotto di due reti riesce a ribaltare ma al 90esimo subisce il gol del 3-3. Non va meglio al Napoli fermato in casa dall’Utrecht sullo 0-0 mentre il Palermo perde 3-2 contro lo Sparta Praga.
Le nostre sette squadre impegnate in Europa hanno racimolato 7 punti su 21 disponibili. Una catastrofe se pensiamo che le tedesche (nostre dirette concorrenti nel Ranking Uefa) hanno conquistato 13 punti su 18, che le inglesi hanno portato a casa 14 punti su 18 e che le squadre spagnole, pur perdendo 3 partite su 4 di Europa League, conquistano 12 punti su 21.
In ogni caso c’è ben poco di che meravigliarsi. Il nostro calcio a livello europeo è in crisi profonda già da qualche anno e la vittoria dell’Inter in Champions League è stata solo un’oasi nel deserto. Non riusciamo ad essere competitivi con squadre di media classifica, facendoci mettere in difficoltà da un Lech Poznan qualsiasi e facendoci buttare fuori da squadre modeste e tecnicamente inferiori. Un decennio fa dettavamo legge in campo europeo, attualmente facciamo da spettatori. Bisogna invertire la rotta e farlo in fretta.

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